Il quotidiano parla delle idee del commissario tecnico: dal calcio fluido, con ruoli meno definiti, all'impiego dei giovani

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Secondo il quotidiano La Stampa non ci sono rischi. Andrea Pirlo sarà il nuovo ct dell'Italia perché è disposto a rinunciare al ruolo di testimonial per l'agenzia di scommesse che lavora soprattutto in Russia. Una polemica nata nelle scorse ore, dopo che Guardiola ha detto no alla proposta di Maldini. E dopo che il dt non ha avuto dubbi su chi virare.

Pirlo ha ricevuto gli attacchi di diverse figure politiche proprio per questo suo ruolo che lo ha legato alla Russia di Putin. Il Paese che l'Italia non ha affatto poggiato nella guerra all'Ucraina.

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Per il quotidiano italiano alla fine Pirlo sarà comunque nominato CT e per questo già si parla del suo modo di giocare con una prima formazione titolare abbozzata nella quale ad esempio non c'è Bastoni. Nel 4-4-2 disegnati dal giornale i titolari in difesa sarebbero a destra Palestra e a sinistra Calafiori con Ahanor e Leoni in mezzo. A centrocampo giocherebbero Koleosho, Barella, Tonali e Dimarco e in avanti posto da titolare per Esposito con accanto Inacio.

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Quanto alle idee del probabile futuro CT La Stampa scrive: "Pirlo ha sempre pensato ad un calcio propositivo, dove avere il possesso del pallone per attaccare. Fortemente ispirato alla scuola spagnola del Barcellona di Crujiff e Guardiola. Nel calcio "liquido" del tecnico i ruoli sono meno definiti perché i calciatori mutano dinamicamente il loro gioco, atteggiamento e funzioni in base al momento della partita. L'esempio è Calafiori. Il tecnico crede molto nei giovani come ha fatto con Kulusevski nella Juve o Leoni che ha lanciato nella Samp. Ora può attingere dal vivaio azzurro dove ci sono talenti come Koleosho e Inacio".

E l'attacco in pratica verrebbe fondato su Pio Esposito: "L'idea è quella di avere tanti giocatori offensivi, fra trequartisti ed ali, con un attaccante (come Pio Esposito) capace di dialogare con intelligenza e tecnica per favorire gli inserimenti degli stessi", si legge.

(Fonte: La Stampa)

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