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Continua a far rumore la prematura uscita dell'Inter dalla Champions League: i nerazzurri, dopo aver perso in Norvegia la gara di andata dei playoff contro il Bodo/Glimt, sono stati battuti anche al ritorno, salutando la competizione che li ha visti finalisti per due volte negli ultimi tre anni. Il Corriere della Sera analizza così la questione: "La Champions guarda l'Inter e non la riconosce. «Con Inzaghi poteva battere chiunque...» ha detto martedì sera Thierry Henry, commentatore tv in Inghilterra. E invece è uscita ai playoff contro una squadra che partecipa per la prima volta al torneo, perdendo sia all'andata che al ritorno. Perché?".
"Al di là della migliore condizione psicofisica esibita dai norvegesi e della loro intelligenza tattica nel difendersi con due linee strette e ripartire con le rotazioni veloci e verticali in attacco (il gol del 2-0 di mercoledì è il loro spot), bisogna tornare per forza al finale dell'anno scorso. Perché se l'Inter poteva battere chiunque e ha fatto una grandissima stagione, è vero anche che non ha vinto nulla, ed è stata umiliata in finale dal Psg. Un trauma che ha pesato, rischiando di minare lo spogliatoio. Lo dicono i dati e le parole dei protagonisti: quest'anno in Champions l'Inter ha rivisti i fantasmi di maggio ed è uscita dall'Europa pensando al Lecce e al Genoa, cioè allo scudetto: la medicina giusta per guarire le ferite".
"Le sconfitte all'ultimo tuffo con Atletico e Liverpool e la lezione, nonostante gli sforzi, subita dall'Arsenal, hanno rafforzato la convinzione che il campionato sia l'obiettivo: «Lo è da agosto» ha confermato Barella martedì sera. E per farlo a caldo e con la fascia di capitano, significa che il tema non è mai stato in discussione".
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