Saranno tanti i duelli in campo durante la grande sfida tra Inter e Juve. Uno a distanza, tra i due baluardi difensivi Akanji e Bremer. Due giocatori ai quali Chivu e Spalletti non rinunciano mai.

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Inter-Juve, sfida tra colossi. Akanji ha risolto i problemi di Chivu, Bremer l’insostituibile
"Se i bianconeri hanno incassato 20 reti in A, i nerazzurri sono scesi solo una fermata prima, al 19: sono, comunque, la quarta miglior difesa del campionato dopo Roma, Como e Milan. Piuttosto, per Chivu l’andata con la Juve a metà settembre è stata quello che si dice uno spartiacque, l’inizio di una nuova fase storica: il poker subito per errori sparsi (un paio di Sommer) è stato cancellato con le nuove prestazioni del reparto. I numeri in questione raccontano tanto - nelle ultime 12 gare senza ko solo 6 gol presi, nelle prime 12 si viaggiava invece alla media di una rete incassata a partita –, ma non dicono tutto: sono gli uomini del romeno ad aver cambiato, uno su tutti è il difensorone che Chivu aveva fatto esordire proprio a Torino. Quella volta Manuel Akanji era appena arrivato da Manchester e fu subito spedito in trincea, cinque mesi dopo è invece perfettamente inserito nel gruppo, sia in campo che fuori: domenica, di ritorno da Reggio Emilia, si è goduto il SuperBowl assieme al collega Bisseck, con cui condivide la sana passione per il football e pure la titolarità in un reparto completato da Bastoni (Acerbi e De Vrij stanno ormai un passo indietro). Col Sassuolo il 30enne Akanji si è sbloccato con una testata in zona gol, non c’è dubbio che sarà riscattato a 15 milioni", sottolinea La Gazzetta dello Sport.
"Sabato l’interista affronterà da vicino uno dei migliori difensori di tutta la compagnia di Serie A: Gleison Bremer, colonna di Spalletti e vecchio rimpianto nerazzurro, viene da due mesi e da un bel po’ di rodaggio. Il 28enne brasiliano ha rimesso piede in campo a metà dicembre dopo il nuovo contrattempo – operazione al menisco – che ne aveva frenato la corsa dopo appena quattro presenze in stagione e dopo il brutto ricordo della rottura del legamento del ginocchio. Gleison si è ripreso posto e riflettori e, per lui, Luciano si spella le mani, ma non senza qualche avviso ai naviganti: per il tecnico toscano Bremer deve smettere di dosare le forze in base all’avversario che gli capita di fronte. Tradotto: se il livello dell’attaccante di turno sale, salgono qualità e attenzione, se il livello si mantiene dentro confini di sicurezza, qualità e attenzione vengono usate con il freno a mano. Da metà dicembre, viaggio a Bologna, ad oggi, Gleison non si è mai tirato indietro: otto gare di campionato, due in Champions più la fatica in Coppa Italia a Bergamo, tutte da titolare", scrive Gazzetta.
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