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Inter, tutto lo stato maggiore ad Appiano: “C’è una data da segnare in rosso sul calendario”

Andrea Della Sala Redattore 
L'Inter riparte dopo la sconfitta nel derby. Chivu vuole subito una reazione da parte della squadra nella delicata partita di sabato

L'Inter riparte dopo la sconfitta nel derby. Chivu vuole subito una reazione da parte della squadra nella delicata partita di sabato contro l'Atalanta.

"Di tutte le sconfitte possibili, di tutte quelle immaginabili, l’ultima nel derby è per l’Inter la più pericolosa, almeno in questo particolare scorcio di stagione. Se è ancora eloquente il vantaggio che i nerazzurri hanno accumulato come formichine operose negli ultimi mesi, è altrettanto chiaro un rischio: possono restare in superficie le macchie opache lasciate dal derby. Non c’è nessun nerazzurro che non fosse consapevole di questo stato delle cose ieri ad Appiano Gentile, centro affollato come mai in un giorno di semplice defaticamento post-partita: tutti sanno bene che, sebbene residuale, esiste ancora il pericolo di beffa del Diavolo sul traguardo. Perché ciò capiti, però, servirebbe un crollo verticale della squadra di Chivu, un calo che vada oltre le ormai manifeste crisi allergiche negli scontri diretti: non si vedono avvisaglie al momento, vista l’ingordigia con cui l’Inter ha spazzolato tutti i punti in palio contro la media e piccola borghesia del campionato. In ogni caso, per lo stato maggiore del club va scongiurata immediatamente la possibilità di strascichi psico-fisici successivi alla disfatta. È da estirpare alla radice ogni pensiero negativo", sottolinea La Gazzetta dello Sport.

"Date queste premesse generali, non è certo un caso che ieri l’intera società si sia ritrovata ad Appiano. Tutti gli arti del corpo, un segno di unione, mai mancata del resto. È arrivato alla Pinetina anche il presidente Beppe Marotta, ancora oggi frequentatore assiduo, sempre al netto dei tanti impegni in cima alla piramide del club. Marotta si è unito al direttore sportivo Piero Ausilio, al suo vice Dario Baccin, al vicepresidente Javier Zanetti, presenze fisse giorno dopo giorno. Tutti i dirigenti, insomma, si sono mostrati lestissimi nello stringersi forte attorno a Chivu, ma hanno preferito parlare con il tecnico più di futuro che di passato. Insomma, la ripartenza per le dieci prossime stazioni di campionato è subito iniziata".

COMPATTEZZA

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"Il dialogo costante tra società e staff tecnico prescinde dalla nobiltà della partita e dal momento dolce o amaro della squadra (finora, comunque, sono stati ingeriti molti più zuccheri...), anzi il rapporto con l’allenatore novizio è stato impostato proprio secondo un’idea di mutua vicinanza: Chivu, scelto con convinzione nonostante la minuta esperienza in A, non è mai davvero solo. È accompagnato nelle fatiche del campo e ha capito subito di essere molto apprezzato: anche per questo ha sempre tirato dritto, pure nei momenti di difficoltà all’alba di stagione o dopo il tracollo norvegese in Champions League. Al di là dei due derby perduti malamente, il club ha visto il sottile lavoro fatto da Chivu, fin nell’inconscio di una squadra un tempo ferita. Ha ricevuto in cambio questo primo posto in Serie A, comunque saldissimo: per molti era inimmaginabile all’inizio del viaggio, adesso il vantaggio va soltanto gestito con attenzione e un po’ di furbizia. Se fermarsi a parlare a pranzo nel ristorante di Appiano non è una novità, farlo dopo un derby con questi connotati assume, però, contorni diversi. La prestazione dei nerazzurri contro i cugini è stata valutata sotto un livello minimo da tutti, staff e dirigenti, ma in fondo non mancano le attenuanti: non sarà certo Chivu a cercare scuse alle quali aggrapparsi come liane - non appartiene allo stile scelto -, ma va da sé che le assenze hanno avuto un certo peso domenica sera. Partire in una sfida così senza la coppia di attaccanti titolari, il regista tuttofare e l’assaltatore della fascia destra è come regalare mezza squadra agli avversari. Da parte sua, l’allenatore non ha sentito il bisogno (per il momento) di teatrali sermoni alla squadra, ma ha trasferito compattezza e voglia immediata di rivincita. E ha indicato una data da segnare in rosso nel calendario: 14 marzo, giorno di San Lazzaro vescovo di Milano. Alla luce degli ultimi accadimenti, la partita di sabato contro la Dea ha completamente cambiato colore: servirà un segnale immediato quella sera per proseguire senza altri traumi fino alla meta", chiude Gazzetta.