00:12 min
fcinter1908 news rassegna stampa Libero – Inter, il seme del calcio contemporaneo: Scudetto didattico. Perché un ciclo non finisca…

news

Libero – Inter, il seme del calcio contemporaneo: Scudetto didattico. Perché un ciclo non finisca…

Eva A. Provenzano
Eva A. Provenzano Caporedattore 
Il quotidiano racconta la vittoria del 21esimo Scudetto della società nerazzurra. Un titolo vinto osando e per questo il giornale parla di ingredienti rivoluzionari

"Il ventunesimo scudetto dell'Inter contiene diversi ingredienti rivoluzionari". Così il quotidiano Libero parla questa mattina del 21esimo Scudetto del club nerazzurro. Intanto Chivu, un allenatore senza esperienza se non un breve 'stage' al Parma.

Uno

—  

"Viene così smontato il cliché dell'esperienza come condizione indispensabile non tanto per avere successo, quanto proprio per poter lavorare", si legge.

"È vero che l'Inter di Inzaghi aveva una base solida, ma mai come quest'anno aveva bisogno di essere allenata sotto ogni punto di vista", spiega anche il quotidiano sull'allenatore nerazzurro.

Due

—  

"Il secondo ingrediente è che questo tricolore lo vince una squadra data da tutti a fine ciclo. Un gruppo considerato da rifondare, incastrato in un modulo che nonavrebbe più dovuto funzionare e giudicato incapace di esprimersi a questi livelli per un ulteriore anno. Invece, l'Inter ha performato con un'enorme continuità. Ha saputo vincere nei momenti di flessione e ha stravinto in quelli di brillantezza. Lo ha fatto allungando un ciclo già vincente e dimostrando che la nostra concezione di "fine ciclo" andrebbe ricalibrata: nel calcio di oggi, dove le differenze tra le squadre si sono assottigliate, è meglio conservare piuttosto che rivoluzionare", aggiunge il giornale.

Tre

—  

L'Inter ha vinto questo Scudetto sfatando un altro cliché. Di solito in Italia vince la squadra con la migliore difesa. Stavolta ha vinto la squadra col miglior attacco. La differenza reti dei nerazzurri è superiore ai gol totali segnati dalle rivali. "C'è il seme del calcio contemporaneo nell'Inter di quest'anno, la direzione che tutta la Serie A dovrebbe intraprendere, la stella polare da seguire se si vuole tornare competitivi in campo internazionale. E, diciamolo, non è una questione di modulo, ma di atteggiamento, dipredisposizione al gioco, di idea. I protagonisti di spicco di questo scudetto sono i quattro che, un anno fa, sembravano rappresentare gli spigoli di una rottura tra passato e futuro", spiega Libero.

Ovviamente nessuno si aspettava che l'Inter vincesse dopo quanto accaduto un anno fa e per questo è riuscita anche a ribaltare i pronostici. Ed è una squadra fatta da più capitani. Lautaro Martinez ha la fascia sul braccio. Ma Dimarco come lui ha dimostrato tutto l'orgoglio di portare la maglia per la quale tifava da bambino. "Si sono presi ulteriori responsabilitàtà e rivincite in campo. Calhanoglu e Thuram: i due indiziati come sacrificabili sul mercato, nonché la coppia di amici che veniva ripresa dai senatori e sembrava fare scudo a sé. Questi quattro si sono passati il testimone di leader tecnico ed emotivo in una sequenza praticamente perfetta. Prima Lautaro, poi Dimarco, dunque Calhanoglu e infine Thuram hanno trascinato la squadra al titolo", spiega Libero.

Scudetto didattico

—  

In pratica una staffetta nerazzurra. Cominciata in salita, con due sconfitte nelle prime tre giornate. Ma l'Inter ha reagito a difficoltà e critiche. La partita della svolta è stata il 2-2 contro il Napoli per il giornale.

"Tutto questo rende lo scudetto dell'Inter non solo unico, ma profondamente didattico. In un sistema calcio, quello italiano, cronicamente spaventato dal nuovo, ossessionato dall'esperienza a tutti i costi e schiavo del bisogno di controllo, l'Inter ha dimostrato che si può trionfare nascendo dal caos buono e convivendo con il rischio. Ha vinto osando 1) scegliere Chivu in panchina, 2) conservare un gruppo apparentemente logoro, 3 attaccare pur subendo qualche gol in più. A volte, per non far finire un ciclo, basta semplicemente avere l'ardire di pensare che non sia finito", conclude il quotidiano.

(fonte: Libero)