fcinter1908 news rassegna stampa Omicidio Boiocchi, la confessione in aula: “L’ho ucciso per 15mila euro. Facevo tutto per…”

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Omicidio Boiocchi, la confessione in aula: “L’ho ucciso per 15mila euro. Facevo tutto per…”

Eva A. Provenzano
Eva A. Provenzano Caporedattore 
A Milano è iniziato il processo per l'uccisione dell'ex capo ultrà del 2022. Ieri ha parlato l'esecutore materiale

Nell’aula della Corte d’assise di Milano ieri una delle sedute del processo per l’omicidio del capo ultras nerazzurro Vittorio Boiocchi. l'ex capo ultrà della Curva dell'Inter ucciso sotto casa sua, nel quartiere Figino, nel 2022.

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Daniel D'Alessandro, detto Belloebuono, è uno degli autori materiali dell'omicidio. Ieri ha preso parola in aula e ha reso dichiarazioni spontanee: "Mi assumo la piena responsabilità e porgo le mie più sincere scuse ai suoi familiari per il dolore che ho causato. Ero dipendente da cocaina e questo mi ha portato a prendere decisioni discutibili senza alcun tipo di lucidità", riporta LaPresse.

In aula c'era anche Marco Ferdico, ex capo della Curva Nord, che ha organizzato l'omicidio Boiocchi su mandato di Andrea Berretta. Hanno confessato entrambi dopo che proprio Beretta ha ucciso Antonio Bellocco. C'era anche lui collegato da una località segreta dove è stato trasferito dopo le confessioni rese al pm Paolo Storari. In video collegamento c'erano anche il padre di Marco Ferdico, Gianfranco, e il suocero, Pietro Andrea Simoncini. In aula oltre alla moglie e alla figlia di Boiocchi c'era anche Franco Caravita, segnala il Fatto Quotidiano.

D'Alessandro non aveva mai confessato prima di ieri quando ha letto in aula un memoriale: “Nemmeno lo conoscevo Boiocchi, l’ho ucciso per 15mila euro" e ha spiegato del suo rapporto con Ferdico: “Quello che mi diceva facevo”. Era a sua disposizione per i soldi e per la cocaina di cui ammette di essere dipendente. Ha raccontato nel dettaglio tutto quello che ha fatto il giorno dell'omicidio: l'uso di droga per ore, nessuna ora di sonno. Poi dell'arrivo in taxi nel posto nel quale erano stati nascosti armi e vestiti per portare a compimento l'uccisione. Non sapeva neanche chi doveva uccidere, solo dove sarebbe arrivato.

L'arrivo sotto casa di Boiocchi in scooter. "Ero in confusione, ero sveglio da un giorno, messo male dalla cocaina e vidi incerto Simoncini e quindi presi in mano la situazione, gli dissi ‘scarellami la pistola che vado io’ e purtroppo ho esploso i colpi. Ho avuto un choc per quello che avevo fatto, siamo saliti su un furgone e scesi solo per gettare la pistola in un laghetto”, le parole del killer riportate ancora da Il Fatto.

Dopo di lui in aula ancora le parole di Beretta, mandante dell'omicidio e pentito. Ha raccontato del rapporto con Boiocchi, degli affari fatti attorno alla Curva Nord, di un potere che cresce e diventa incontenibile e li mette uno contro l'altro. Da lì la volontà di uccidere Boiocchi: "Io ho trovato i mezzi, l'arma, in soldi, 50mila euro, e da lì è partito il progetto", ha spiegato. Oggi in aula tocca ai Ferdico e al suocero dell'ex capo ultrà.

(Fonte: Lapresse e Il Fatto Quotidiano)