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Repubblica: “Clima di sospetti e proteste, corsa scudetto ufficialmente riaperta”

Matteo Pifferi Redattore 
"La corsa scudetto è ufficialmente riaperta. Ed è sempre più avvelenata", si legge su Repubblica dopo Inter-Atalanta

"La corsa scudetto è ufficialmente riaperta. Ed è sempre più avvelenata. Il pareggio agguantato dall'Atalanta a San Siro nel finale, fra le polemiche degli interisti contro l'arbitro, consegna al Milan un'opportunità insperata, forse addirittura impensabile alla vigilia del derby dell'8 marzo, quando a separare le due milanesi erano dieci punti". Apre così l'articolo di Repubblica in merito al pareggio tra Inter e Atalanta ma soprattutto sul post gara, con l'Inter che ha optato per il silenzio stampa.

"Ne mancano nove alla fine della stagione, e sono tante. Soprattutto se vissute in un clima di sospetti e proteste che rischia di distrarre dal campo: l'Inter ha deciso di disertare le interviste e la conferenza stampa post partita, in protesta contro l'arbitraggio. Ai tre fischi che hanno certificato l'1-1 che riapre il campionato, il tecnico rumeno non ha assistito. Era già scomparso nel tunnel dello stadio, espulso per somma di ammonizioni dopo essere entrato in campo al grido di «Non è possibile».

Il riferimento era a due episodi che l'arbitro Manganiello ha ritenuto non fallosi: prima la spintarella di Sulemana a Dumfries, che ha perso il pallone da cui è nato il gol dell'1-1 segnato da Krstovic; poi un contatto in area atalantina — molto più critico — fra Frattesi e Scalvini che, in ritardo sul pallone, ha colpito al tallone il centrocampista romano. Il Var non è intervenuto per correggerlo. E non è certo una novità in una stagione in cui il contatore dei gravi errori arbitrali è già arrivato a quota 16, escluso questo episodio. Ormai ogni partita di cartello finisce nella bufera per le scelte arbitrali. Nel caso dell'Inter era successo a Napoli all'andata, per il rigore assegnato agli azzurri per il contatto Di Lorenzo-Mkhitaryan, e al ritorno con la Juventus, con l'espulsione di Kalulu per la simulazione di Bastoni, a cui la curva interista ieri ha inneggiato nonostante il difensore fosse in panchina, dolorante", ha spiegato poi Repubblica.