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Zazzaroni: “Inter senza ThuLa e Dumfries? Disgrazia tecnico-tattica. Ma Milan non vincerà…”

Andrea Della Sala Redattore 
Del derby vinto dal Milan e della lotta scudetto ha parlato il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni nel suo editoriale

Del derby vinto dal Milan e della lotta scudetto ha parlato il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni nel suo editoriale:

"Allegri è arrivato a 60. L’anno scorso a 60 dopo 28 giornate c’era il Napoli che a maggio vinse lo scudetto. Questo Milan non lo vincerà, il titolo, perché i 7 punti di vantaggio dell’Inter sono tanti, ma una fessura - giusto una fessurina - nelle certezze che sembravano ormai acquisite si è aperta. Un anno fa il Milan di punti ne aveva 44 e chiuse a 63, dicono che comunque giocasse meglio. Sai che gusto. Allegri, il pratico, ha vinto il secondo derby stagionale sempre 1-0 e sempre soffrendo. Per tutto il secondo tempo ha subìto l’iniziativa interista concedendo poco: un grande lavoro sotto questo aspetto l’hanno fatto Saelemaekers riducendo Dimarco e Pavlovic arrivando ovunque.

L’Inter ha giocato meglio, ma non bene. Hanno certamente pesato le assenze di qualità. Non tutti gli assenti sono uguali infatti. Ho letto che per Vieri ci sono giornali che sottolineano soltanto le assenze delle altre squadre e mai quelle dell’Inter. Sono contento che sfogli i quotidiani giusti come il nostro: raramente abbiamo mancato di segnalare gli infortunati del Napoli che sono stati per mesi, o settimane, De Bruyne, Lukaku, Anguissa, Lobotka, Neres, Rrahmani, Gilmour, Meret, McTominay, ma anche Olivera e Spinazzola. Un’intera squadra fantasma".

"È altrettanto vero però che abbiamo curato e curiamo con attenzione e obiettività anche le assenze di Chivu. Affrontare un derby senza Lautaro, né Thuram e in parte Dumfries, ad esempio, è una sorta di disgrazia tecnico-tattica. La rinuncia (obbligata) più pesante è quella al Toro, l’attaccante più forte del campionato, un trascinatore insostituibile, oltre che - per dirla alla Costacurta - il miglior difensore dell’Inter: non si risparmia nel pressing e nei contrasti, è stimolo e esempio. Anche le presenze non sono tutte uguali. Mi riferisco in particolare a Modric e Rabiot che di derby ne hanno giocati a decine.

La loro personalità è stata dominante per quasi tutta la partita, in particolare nei momenti di maggiore difficoltà dei compagni. Ed è proprio per questo che ho trovato decisamente penalizzante la presenza di Lautaro in panchina: se sano, avrebbe dato tutta un’altra sostanza all’arrembaggio dell’Inter. Pio e Bonny sono molto bravi, ma la loro condizione di gioco migliore è quella di spalla di Lautaro o Thuram. Non saprei come giudicare Leão: se inserirlo tra i presenti o tra gli assenti. Ieri sicuramente ingiustificato in entrambi i casi. PS. Un secondo dopo la fine della partita ho ricevuto un messaggio dal Brasile: «Max è il migliore di tutti». In Brasile di calcio non capiscono nulla".