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Getty Images
Il tecnico dell'Inter, Cristian Chivu, ha saputo valorizzare Piotr Zielinski che veniva da una stagione in cui aveva trovato poca continuità anche per via degli infortuni.
"Doveva essere il calciatore di scorta, Piotr Zielinski, invece è diventato essenziale e imminente, dimostrandosi freddo e pronto a salire le scale della centralità nell’Inter. Dribbla, apre, tira e segna. Senza mai perdere mistica ed estetica. Calciatore elegante, appartato, silenzioso e decisivo. Un “vagocampista” con astrazioni che poi diventano decisive sulla partita. Capace anche di grandi sparizioni, ma per inganno. Zielinski torna sempre, e questa sua seconda vita ne è la prova. Doveva soppalcare la carriera, adagiarsi, aspettare e invece ha giocato e bene quando è stato chiamato a farlo. Può stare in mezzo o sulla sinistra, sempre con aristocratico distacco e discreta velocità. Forte nel corpo a corpo, usa entrambi i piedi e tira sempre da fuori area e quasi sempre nel migliore dei modi. Zielinski sa fare tutto: il regista e l’interno, il mezzo e il dribblomaniaco, eppure in passato spesso è mancato, relegandosi nell’incompiuto", analizza La Gazzetta dello Sport.
"Alti e bassi. Grandi strappi e giri a vuoto. Ma resta un imprevisto da centrocampo. Capace di scatenare tempeste in area di rigore o di svanire come il vento. Eppure è il calciatore che ogni squadra vorrebbe, soprattutto nei minuti dell’indecisione, perché sa essere anche quello che risolve. La sua strategia è la sottrazione che dà frutti e toglie partite. Un ibrido. Essere e non essere, ma il gol poi lo trova anche se è sempre mancato quello dell’oltre. È l’ultima speranza tattica e anche la tecnica a supporto quando manca poco e serve uno capace di gestire il pallone al meglio. Bisogna fidarsi del suo talento, ha bisogno di sentire questa fiducia. Chivu l’ha capito. Zielinski ricambia. Chi non ha mai smesso di coccolarlo è Boniek che crede in Piotr dalla culla e lo ripete come mantra, mettendolo tra i migliori. Non si sa mai quale parte di Piotr andrà in campo. Ma quando gioca quella migliore – distillandosi e distinguendosi – l’Inter vince. La certezza sta nella tecnica, l’incertezza nel carattere. Ma Zielinski ha scelto l’imprevedibilità come forza", aggiunge Gazzetta.
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