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Bastoni: “La Champions mi è rimasta qui, rimpianto Atletico. Sogno il Mondiale per Club”

Andrea Della Sala Redattore 
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il difensore dell'Inter Alessandro Bastoni ha parlato del sogno Champions

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il difensore dell'Inter Alessandro Bastoni ha parlato del sogno Champions League:

Che effetto le ha fatto vedere Atletico Madrid-Borussia? Rimpianti?

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«Eh, sì. Ma se non siamo passati vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa, è un motivo in più per riprovarci il prossimo anno. L’errore è stato subire subito l’1-1 a Madrid dopo essere andati avanti. Ma è il calcio...».

Ma cosa manca all’Inter per essere costantemente all’altezza delle grandi d’Europa?

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«L’abitudine a giocare quel tipo di partite. Prima di Inzaghi l’Inter non arrivava agli ottavi da un’infinità. Ma stiamo crescendo, anche qui. Pensate al fatto che viviamo con rammarico il fatto di essere usciti agli ottavi con l’Atletico, mentre due anni fa era quasi un evento essere eliminati dal Liverpool: questo è già un grande cambiamento».

Più difficile marcare Lautaro o Thuram in allenamento?

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«Fortunatamente con noi non danno il 100% (e ride, ndr). Non posso scegliere: Thuram è più fastidioso, spigoloso, Lautaro ha qualità enorme quando difende il pallone. Li metto alla pari».


Un avversario che l’ha messa realmente in difficoltà?

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«Salah. Ma Higuain ancora di più, per qualità e intelligenza».

Oltre la famiglia, indichi una persona che ringrazia per essere diventato Bastoni.

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«Direi Mino Favini: quello che sono per tecnica, personalità e sicurezza del pallone, lo devo a lui. E poi se posso dirti un altro nome è Gianluca Polistina, tecnico attualmente al Monza».

Capitolo Nazionale: che cosa ha portato Spalletti in più?

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«Una mentalità forte data dalla stagione fatta con il Napoli. Idee diverse in campo rispetto a Mancini. E nuovo entusiasmo: ha fatto capire l’attaccamento per la maglia azzurra, che sembrava quasi essersi smarrito».

Potete vincere gli Europei?

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«Sì, ci crediamo. Non eravamo favoriti neppure nel 2021».

Ma lei ce l’ha un sogno?

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«La Champions, mi è rimasta qui. E il Mondiale per club, che sarà una competizione affascinante da giocare».

Si vede un giorno a tifare Inter in Curva Nord?

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«Vorrei farlo, mi piacerebbe quando smetterò. Nel frattempo sto trasmettendo la passione Inter a mia figlia. Ancora non fa i cori, ma vedrete...».

C’è qualcosa che ha promesso di fare in caso di scudetto?

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«Non ho promesso niente a nessuno…».

Ok, bugia.

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-«Eh, un po’ sì. Lasciamo l’effetto sorpresa, dai...».


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