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Sacchi: “Inter, ora non più solo difesa e contropiede: riempie gli occhi. E Inzaghi è diventato…”

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Altra frenata della Juventus, l'Inter è a +9 con una gara da recuperare: ecco il pensiero di Arrigo Sacchi sui nerazzurri e su Inzaghi
Alessandro Cosattini Redattore 

Un’altra frenata della Juve (solo 2 punti negli ultimi quattro turni) e l’Inter di Simone Inzaghi se ne va: adesso è a +9 con una partita da recuperare. Ecco il commento di Arrigo Sacchi affidato oggi alla Gazzetta dello Sport: «Vantaggio importante. Anche se io continuo a pensare che i nerazzurri non si debbano sentire già arrivati al traguardo. Ma non credo che ci sia questo rischio, visto come hanno giocato con la Salernitana. Una prestazione di grande sostanza e di grande serietà».

Adesso, per il secondo posto, torna in ballo il Milan.

«I rossoneri li ho visti in Europa League contro il Rennes e hanno fatto una grande partita. Stanno bene, la difesa è più solida, la squadra è più compatta. Bisogna vedere come recuperano dalle fatiche della coppa. In ogni caso, vincendo contro il Monza, hanno la possibilità di superare la Juve».


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Quello dell’Inter pare un dominio incontrastato in campionato. La squadra è cresciuta e pure il suo allenatore. Che ne dice?

«Non siamo ancora alla perfezione, anche perché resto convinto che nella vita si possa sempre fare di più e meglio. Però questi passi in avanti sono evidenti e convincenti».

Che cosa le piace di Inzaghi?

«Intanto devo dire che è un bravissimo ragazzo, molto educato e molto rispettoso. Ora mi sembra un allenatore più europeo. E’ migliorato tanto. Oggi è sulla strada giusta per diventare uno stratega. Prima era un bravissimo tattico, giocava sugli errori degli avversari. Ora crea calcio. Prima l’Inter, dopo aver segnato, si chiudeva in difesa. Adesso, invece, continua ad attaccare per fare il secondo gol. Vuol dire che l’obiettivo è il dominio del campo».

Dove è migliorata l’Inter?

«Penso che la finale di Champions dell’anno scorso sia stato uno spartiacque: i nerazzurri hanno perso, ma hanno lottato fino in fondo e hanno sfiorato più volte il pareggio. Lì, probabilmente, si sono convinti di essere all’altezza di una grande squadra come il City a patto di giocare un certo tipo di calcio. E da allora i miglioramenti sono stati costanti. La difesa è sempre molto attenta, il centrocampo è uno dei più forti d’Europa, i due attaccanti si completano e si muovono in funzione della squadra. E tutto questo è merito di Inzaghi».

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Le piace il gioco dell’Inter?

«Per come sta in campo, l’Inter riempie gli occhi. Ha un’armonia precisa, ora è più completa perché ha più soluzioni: non si affida solo al classico “difesa e contropiede”. Fa un po’ di pressing, attacca con gli esterni, non lascia tanti uomini in zona arretrata».

Si vede dunque la mano dell’allenatore.

«Tantissimo. Una squadra dev’essere come una fisarmonica, muoversi in quel modo, avanti e indietro. Non deve mancare la compattezza: trenta metri di lunghezza al massimo. Inzaghi è stato bravo a insegnare tutto ciò ai suoi ragazzi».

Significa che funziona anche la gestione del gruppo.

«Quando riesci a convincere 25 giocatori vuol dire che stai facendo un buon lavoro. Adesso, però, attenzione all’Atletico. Simeone ti fa diventare matto. Ma Inzaghi, con lo spirito di squadra e il gioco che ha saputo dare all’Inter, non ci deluderà».

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