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Per gli interisti è Piombo. Su di lui si sono riversate tutte le attese per il futuro già dal Mondiale per Club quando l'Inter ha deciso che lo avrebbe trattenuto in prima squadra. Dopo l'esperienza allo Spezia in Serie B, Francesco Pio Esposito poteva sembrare destinato ad un'altra avventura in prestito. C'era chi addirittura aveva chiesto all'Inter di cederlo, ma il club nerazzurro che intanto ha preso Chivu in panchina ha optato per trattenere l'attaccante 20enne e ha fatto bene. Si sapeva già dal primo momento perché si tratta di un calciatore che agli occhi degli esperti, e pure a quelli degli appassionati, è sembrato un calciatore raro, di quelli che servono come il pane all'Italia. E quindi pure all'Inter.
Il suo gol in Serie A era atteso. Perché era arrivato il primo gol in Serie A, in trasferta a Cagliari, a settembre. Era arrivato pure il primo gol in Champions League in trasferta con l'Union SG ad ottobre nello stesso mese del primo gol con l'Italia. C'era stato pure il primo gol a San Siro, ma in Coppa Italia contro il Venezia. Mancava il primo gol davanti ai tifosi nerazzurri in campionato. Sotto la Curva come aveva sempre sognato da piccolo. Ed è arrivato contro il Lecce, in un momento in cui l'Interera in grossissima difficoltà e stavano per sfumare i tre punti. Con un tiro rabbioso, dopo un tiro rimpallato a Lautaro, Pio ha segnato l'1-0. Tre punti, primo posto a+6 dalle rivali-scudetto e un urlo che si è sentito oltre le mura del Meazza e che ha fatto tremare il suo cuore.
"Volevo segnare così fin dall'inizio. E tanta adrenalina per come abbiamo esultato: una liberazione incredibile. Lo aspettavo da tanto», ha raccontato alla fine della partita con i giallorossi. E sui social ha tenuto la sua linea: "Finalmente", ha scritto. Finalmente un gol a San Siro in Serie A. Lo stava aspettando.
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