Il commento di Biasin alla prestazione dell'Inter contro il Club Brugge in Champions
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Della partita giocata dall'Inter contro il Club Brugge e degli errori della squadra di Chivu ha parlato Fabrizio Biasin a L'ascia raddoppia:
Molto banalmente uno può dire: due minuti prima Lautaro sbaglia un gol che fa 99 volte su 100. Poi arriva l'errore di Martinez che ti costa il gol, quindi non fai un gol fatto. Poi prendi un altro gol, lo regali perché il portiere sbaglia l'uscita, un altro gol lo regali perché Spence fa un passaggio in orizzontale senza senso. Quindi tu dici: eh, sono tre errori. Quello che voglio dire, al netto degli errori dei singoli, che sono ovviamente gravi, la cosa che io trovo più grave è quello che è successo dopo il 2-1. Cioè, dopo il 2-1 c'è stata confusione, c'è stata confusione.
Io mi aspetto l'Inter, che in campionato è andata sotto tante volte e poi con la sua forza, con la sua compattezza, con le sue idee, ha sempre risolto più o meno i problemi. In Europa ha trovato una squadra che non si è fatta fregare dalla foga, dalla volontà di recupero del suo avversario. Non ha detto: ok, siamo in vantaggio 2-1 a San Siro, attenzione, cosa facciamo? Abbassiamoci dieci metri. È andata avanti a fare la sua bella partita, ben sapendo che l'Inter avrebbe regalato spazi ancora di più rispetto a quelli che si stava regalando anche prima. E così ti sei fregato con le tue mani.
Io da una squadra matura come l'Inter non sto chiedendo a Chivi da sabato di giocare venti metri indietro. Non avrebbe senso pensare di snaturare la squadra. Sto dicendo che la squadra deve diventare un filo più furba, perché per me la cosa più grave di tutta la partita non è l'errore di Martinez. È il calcio d'angolo tuo con l'uno contro uno e 80 metri regalati al giocatore più veloce ai tuoi avversari, con nessuno che copre. Quella cosa lì secondo me ha poco senso. Tu puoi giocare tutto il calcio offensivo del mondo e mi va benissimo, per me quella è la mentalità corretta, con degli accorgimenti sul calcio d'angolo per te lì davanti non lasciare uno contro uno a 70 metri.
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