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Processo Boiocchi, in aula Ferdico contro Beretta: “Aveva torto e io…”

Curva Nord striscione
Ieri in aula, davanti alla Corte d'Assise di Milano, l'ex capo ultrà accusato di essere l'organizzatore dell'omicidio del 2022
Eva A. Provenzano
Eva A. Provenzano Caporedattore 

Ieri è toccato a Marco Ferdico. In tribunale a Milano è in corso il processo per l'omicidio Boiocchi, il capo ultrà ucciso nel 2022 sotto casa sua. Dopo le parole del killer dell'altro giorno sono arrivate anche le parole di chi l'omicidio lo ha organizzato.

Processo Boiocchi, in aula Ferdico contro Beretta: “Aveva torto e io…”- immagine 2

L'ex membro del direttivo della Curva Nord ha raccontato di un malumore di Boiocchi nei suoi confronti per la maglia che Bastonigli aveva dato dopo la vittoria della Coppa Italia dello stesso anno (alla fine della partita quando i giocatori erano andati a festeggiare sotto la Curva): «La presi mi fecero fuori dalla curva, perché l'avevo tenuta per me, mi avevano detto che Boiocchi ce l'aveva con me».

Ma c'è Beretta dietro l'omicidio: lui è il mandante reo confesso e pentito dopo l'uccisione nel 2024 di Antonio Bellocco, tra gli eredi di una famiglia appartenente alla ndrangheta calabrese. Beretta avrebbe convinto Ferdico che Boiocchi doveva essere ucciso. A settembre del 2022 avrebbe detto a Ferdico, parole sue: «Hai visto cosa è successo? Se l'è presa pure con te per la maglietta, a me mi vuole ammazzare e mi ruba i soldi, se non stiamo attenti ci stira tutti e due"».

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Più che per la maglietta di Bastoni l'omicidio sarebbe nato quindi, più strettamente, per l'opera di convincimento di Beretta che aveva il timore di perdere il controllo dei suoi affari legati al business che ruotava attorno alla Curva Nord, controllo che gli era stato affidato proprio da Boiocchi in una assenza.

Processo Boiocchi, in aula Ferdico contro Beretta: “Aveva torto e io…”- immagine 3

«Io sono compleando le tamente colpevole e mi prendo le mie responsabilità di aver commesso l'omicidio, ma Beretta ci ha fatto una testa come un pallone e sapeva tutti i dettagli, anche quelli finali. Ci vedevamo 10-15 volte al giorno. Me ne sono occupato io ma lui ci metteva fretta perché continuava a dire che altrimenti sarebbe stato ucciso lui da Boiocchi. I 50mila euro per l'omicidio? Non ho preso un euro perché non erano soldi miei, erano soldi per chi andava a fare quel lavoro lì», ha infatti aggiunto Ferdico nella sua deposizione in aula.

Non ha chiesto scusa alla famiglia di Boiocchi presente in aula: «Sarebbe ipocrita. Non esiste nessun perdono». Ma ha aggiunto: «Era Beretta che rubava i soldi e non Boiocchi e io ho fatto questa cosa per uno che aveva torto».

Gli imputati del processo rispondono di omicidio premeditato con l'aggravante mafiosa: «Quest'omicidio lo abbiamo fatto quattro scappati di casa. Prima di quel giorno stavo bene, vivevo tra Milano e Ibiza, non volevo levo il predominio sulla curva. Non mi interessava prendere il potere su Boiocchi e Beretta, ma mi sono rovinato la vita».

(Fonte: Il Giornale)