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fcinter1908 ultimora Inter, gli auguri di buon compleanno a Zamorano: “Bam-Bam, una forza della natura”

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Inter, gli auguri di buon compleanno a Zamorano: “Bam-Bam, una forza della natura”

Fabio Alampi Redattore 
L'ex attaccante cileno, 149 presenze e 41 gol con la maglia nerazzurra tra il 1996 e il 2001, compie oggi 59 anni

Nel tessuto della storia dell'Inter, alcuni fili sono intessuti con pura eleganza, mentre altri sono forgiati nel fuoco e nel ferro. Oggi l'Inter festeggia il compleanno di una Leggenda che fa parte della seconda categoria: Ivan Zamorano, non solo un attaccante ma una forza della natura che discendeva dalle vette andine per trovare la sua casa spirituale sotto i riflettori di San Siro.

Per tifosi dell'Inter più fedeli, sarà sempre Bam-Bam, il guerriero le cui scarpe sembravano non toccare mai terra. Capire il suo impatto significa capire il ritmo stesso di Milano. Una città di duro lavoro e alta moda. Lui rispecchiava questa dualità: possedeva la grinta necessaria per prosperare nei complicati campi tattici della Serie A, ma giocava con un brio che ricordava una serata alla Scala.

Guardare Zamorano in aria era come assistere a una sfida alle leggi della fisica. Spesso descritto come “l'attaccante caduto dal cielo” non si limitava a saltare, ma rimaneva sospeso in aria, in attesa dell'arrivo del cross perfetto. Nelle sue 149 presenze con il club, ognuno dei suoi 41 gol è intriso di voglia di lottare.

C'era qualcosa di primordiale nei colpi di testa di Zamorano. Non erano solo il risultato tattico di un'azione, ma un atto di volontà. Ricordiamo il suo potente colpo di testa nella finale di Coppa UEFA del 1998 a Parigi, dove il suo gol al 5’ ha aperto la strada alla leggendaria vittoria per 3-0 sulla Lazio. Come ha ricordato una volta Javier Zanetti, "Iván era un fenomeno in aria. Ho visto pochi giocatori con la sua capacità di rimanere sospesi. Ma soprattutto, era un trascinatore del gruppo. Non ha mai mollato un solo pallone".

Forse l'immagine più duratura del periodo trascorso da Zamorano a Milano non è un gol, ma una maglia. Nel 1998, quando il “Fenomeno” Ronaldo ereditò la numero 9, Zamorano si trovò di fronte a una scelta e mostrò al mondo cosa significasse essere un compagno di squadra. Nacque così la leggendaria maglia 1+8, un capolavoro di ingegnosità matematica che gli permise di mantenere la sua essenza pur cedendo alle esigenze del gruppo. Sandro Mazzola, riflettendo su quell'epoca, osservò che Zamorano era l'anima di quella squadra, dimostrando che per lui il “9” era nel suo cuore, non solo sulla sua schiena. Lo stesso Zamorano ha poi spiegato questo legame: “Il mio rapporto con l'Inter è iniziato il giorno in cui sono atterrato a Milano e non si è mai interrotto. C'è qualcosa di potente che mi lega ai nerazzurri, qualcosa di radicato nella storia di questo club. Carattere, determinazione, sofferenza per vincere: questo è lo stile dell'Inter, ma anche il mio”.

Le cinque stagioni di Zamorano nel club sono state caratterizzate da un legame viscerale con l'ambiente. È stato il cuore pulsante della squadra durante un periodo di transizione, registrando 102 presenze e 27 gol in Serie A, 29 presenze con 7 gol nelle competizioni europee e 18 presenze con 7 gol nelle coppe nazionali. È stato il ponte tra due epoche, a ricordare che, mentre i nomi sulle maglie cambiano, le aspettative degli interisti rimangono costanti: dare tutto e non lasciare nulla. Chi lo ha visto giocare sapeva che dietro il suo stile feroce si nascondeva un'intelligenza raffinata. Lo stesso Ronaldo ha ammesso che Iván lottava per ogni centimetro di campo per dargli la libertà di creare.

Mentre festeggia un altro anno, l'eco di “Bam-Bam” risuona ancora tra le tribune del Meazza. È arrivato come icona cilena e se n'è andato come istituzione milanese. Nel cuore dei nerazzurri, sarà per sempre l'uomo che camminava sulle nuvole, un punto fisso nella costellazione che ci ha insegnato che non serve un numero convenzionale per essere un vero numero nove.

(inter.it)