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Getty Images
Arrivato a Milano allo scadere del mercato estivo e bollato frettolosamente come "oggetto misterioso", Andy Diouf sta riuscendo a togliersi le sue prime soddisfazioni con la maglia dell'Inter. Il centrocampista francese ha lavorato duramente e in silenzio, mettendosi a disposizione di Chivu e del gruppo, e poco a poco ha dato prova di avere qualità non indifferenti, oltre che uniche all'interno della rosa nerazzurra. Tanto che ora, come scrive La Gazzetta dello Sport, è diventato a tutti gli effetti una risorsa in più.
"Diouf ha segnato tre gol in 14 presenze. Nello specifico: tre in 345 minuti. La media è di uno ogni 115. Due in Coppa Italia e uno in Champions, quando ha chiuso i giochi col Borussia Dortmund in soli 120 secondi. Partite da titolare in stagione? Solo tre: Venezia e Torino in coppa e Lecce in campionato. L'unica gara dal 1' dove non ha strappato applausi, giocata comunque da esterno destro. Per il resto, Diouf ha giocato solo spezzoni: dopo gli 11' contro il Torino alla prima giornata, Chivu l'ha lasciato in panchina per quattro giornate di fila, lanciandolo nell'ultimo quarto d'ora nel successo per 4-1 contro la Cremonese. Male anche lì: un errore in fase di possesso favorì il gol della bandiera di Bonazzoli. E quindi altre cinque gare in panchina senza subentrare mai. Poi ha giocato: 5 minuti nel derby, altri 23 col Pisa come esterno, poi manciate contro Como, Genoa e Atalanta, prima di un problema fisico che l'ha tenuto fuori per un paio di partite".
"La gara della svolta è stata contro il Pisa, come quinto a destra, un ruolo inedito e mai ricoperto prima. Contro il Torino si è distinto nella sua posizione. La parola chiave è crescita: Andy, 22 anni, è arrivato in estate dal Lens per venti milioni di parte fissa più altri cinque di bonus. Un investimento. [...] Chivu gli ha ribadito fiducia in più occasioni, anche dopo le panchine o le gare in cui si sarebbe aspettato una decina di minuti. Il resto l'ha fatto lui, e all'Inter sorridono tutti".
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