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Una stagione da 10. 10 come i gol segnati complessivamente con la maglia dell'Inter, al primo anno in Prima Squadra dopo la trafila nel settore giovanile, e un ruolo rilevante nella vittoria dello scudetto e della Coppa Italia. La stagione di Pio Esposito è andata oltre ogni più rosea aspettativa: tornato alla base dopo essersi fatto le ossa in Serie B con lo Spezia, l'attaccante classe 2005 ha confermato tutto ciò che di positivo si diceva sul suo conto. La Gazzetta dello Sport ripercorre le tappe del suoi 12 mesi in nerazzurro.
"Il primo gol interista contro il River Plate, la prima perla in Serie A davanti agli occhi del fratello, il debutto dal 1' in Champions contro l'Ajax, il gol all'Union Saint Gilloise e così via. Pio è cresciuto in fretta e s'è goduto tutto: a settembre ha debuttato in Nazionale contro l'Estonia, poi ha infilato tre gol in sette partite: Estonia, Moldavia e Norvegia. [...] Con l'infortunio di Lautaro – out per diverse partite a causa dell'infortunio al polpaccio -, Esposito s'è ritrovato titolare accanto a Thuram. Quando ha segnato i nerazzurri hanno raccolto punti in nove occasioni su dieci. L'unica rete ininfluente è stata quella realizzata contro il Bodo nel gelo del Circolo polare artico. Poi l'Inter ha sempre vinto o pareggiato".
"Alcuni gol sono stati pesanti. Su tutti quello contro il Lecce, gara vinta 1-0 e sbloccata con un suo guizzo nell'ultimo quarto d'ora. In stagione ha punto anche Cagliari, Juve, Atalanta, Fiorentina, Pisa, Venezia in Coppa Italia (il primo gol a San Siro). L'ultimo schiaffo l'ha rifilato al Bologna, all'ultima giornata, favorito da una serpentina di Diouf. Se ha festeggiato scudetto e Coppa Italia lo deve soprattutto a Chivu. La società ci ha sempre puntato, è vero, tant'è che l'ha blindato con un contratto fino al 2030 e ha rifiutato offerte da 50 milioni, ma Cristian gli ha dato la fiducia che meritava".
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