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Furia Inter per il campo del Bodo: protesta del club all’Uefa, cos’è successo

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L'Inter ha lasciato in mattinata la Norvegia dopo la sconfitta di ieri sera contro il Bodo/Glimt. Ma c'è tanta rabbia, oltre che delusione
Marco Astori
Marco Astori Redattore 

L'Inter ha lasciato in mattinata la Norvegia dopo la sconfitta di ieri sera contro il Bodo/Glimt. Ma c'è tanta rabbia, oltre che delusione, per le condizioni in cui si è disputata la partita. Lo racconta La Gazzetta dello Sport: "L’Inter è decisamente arrabbiata per aver giocato in un campo che non è minimamente all’altezza degli standard dell’alta nobiltà di Champions. L’infortunio del proprio capitano si deve proprio a un terreno di gioco artificiale che sembrava un panno del Subbuteo steso male, di quello che lascia delle strambe grinze ai lati.

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Le nevicate dei giorni precedenti e le 80 tonnellate spalate dal campo con mezzi speciali dagli addetti del Bodo hanno provocato quegli avvallamenti laterali aggiustati in modo assai artigianale nelle ore prima della partita: già in quel momento, ancora prima della tempesta in campo, i nerazzurri si erano lamentati informalmente con la Uefa temendo per l’incolumità dei propri giocatori. Il peggiore timore è diventato realtà proprio intorno al 60’, quando per un appoggio (il grande problema del sintetico-trappola sta proprio lì) il capitano nerazzurro ha sentito dolore e chiesto il cambio: il destino ha voluto accanirsi e proprio nei minuti successivi l’Inter ha sbandato ed ha preso un terribile uno-due norvegese che complica dannatamente la qualificazione.

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Chivu lo ha detto con tono deciso nel dopo-partita e il discorso vale anche in società: il campo non deve essere considerato un alibi per la sconfitta, anche perché sullo stesso manto hanno giocato (e spesso tremato) altre big d’Europa e qua tre mesi fa la Juve è riuscita a spuntarla in qualche modo, ma rimane un fatto l’abitudine dei norvegesi a pattinare meglio degli altri. Semmai, è da considerarsi ben più grave la questione infortuni, anche perché a Lautaro si somma uno Zielinski acciaccato, oltre a Calha e Frattesi neanche partiti: il disappunto nerazzurro si concentra proprio su questo aspetto e il polpaccio di Lautaro è la prova al tavolo Uefa".