- Squadra
- Calciomercato
- Coppa Italia
- Video
- Social
- Redazione
ultimora
Così è inaccettabile. Perché a Firenze può anche capitare di perdere punti, ma non in questo modo. L’Inter al Franchi ha deluso più per la prestazione che per il risultato, cosa che, a otto giornate dalla fine, è decisamente più grave. La squadra sembra ormai arrivata al capolinea delle sue energie fisiche, e può essere fisiologico all’alba della sosta di marzo. Ciò che rimane totalmente incomprensibile è che il discorso sia completamente replicabile anche sul piano psicologico. Il vantaggio in classifica su Milan e Napoli sarebbe ancora ampiamente rassicurante, se solo la capolista fosse stata in grado di mantenere nell’ultimo periodo un livello accettabile di rendimento.
I fantasmi del passato sono invece lì a bussare ai cancelli di Appiano Gentile. E non smetteranno di certo dopo il tentativo di smorzare la tensione di Kolarov nel fine partita. Perché, dopo la gestione opinabile dei cambi a gara in corso, neanche il post partita è stato all’altezza della situazione. L’Inter in questo momento ha bisogno sì di serrare le fila, ma soprattutto di mettere i calciatori davanti alle loro responsabilità. Specialmente chi è stato investito del grado di senatore di uno spogliatoio che si è ritrovato orfano sia del capitano e trascinatore nel momento più delicato.
All’Inter non è tutto dovuto, come dice Kolarov. Le premesse di questa stagione sono chiare in mente in chi analizza il percorso della squadra con lucidità e onestà intellettuale. Ciò che però si chiede a una squadra che è di capire il peso di momenti e partite, proprio come ha fatto fino a un certo punto. Errori di superficialità come quello di Barella nel disimpegno che ha portato al gol del pareggio non possono essere più tollerati.
Lo steso vale per l’atteggiamento di chi come Thuram ieri come nelle ultime settimane avrebbe dovuto aiutare ad affrontare il peso dell’assenza di uno come Lautaro. Le prossime saranno le settimane in cui questa Inter dovrà decidere se in futuro vorrà essere ricordata per ciò che ha vinto, nonostante qualche rimpianto, o esclusivamente per tutto quello che ha buttato al vento. Ora può ancora scegliere. Presto potrebbe diventare troppo tardi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA