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Inter, perché i punti col Pisa valgono doppio: ora due fascicoli da approfondire

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L'analisi di Fcinter1908.it all'indomani del 6-2 rifilato dalla squadra di Chivu a quella di Gilardino in rimonta
Daniele Vitiello
Daniele Vitiello Redattore/inviato 

La vecchia abitudine di guardare i risultati al televideo trarrebbe in inganno più che mai dopo Inter-Pisa. Sembrerebbe, leggendo soltanto l’epilogo, di aver assistito a nient’altro che un copione già scritto. La voce grossa della capolista contro una squadra sempre più inghiottita dalle sabbie mobili di classifica è soltanto una parte della trama dei 90’ del Meazza. Perché l’Inter ha sofferto decisamente più del previsto, ritrovandosi la strada in salita dopo l’infortunio di Sommer e lo svarione difensivo sul calcio d’angolo che aprono sicuramente due fronti di riflessione.

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Il primo fascicolo su cui riflettere riguarda l’affidabilità del portiere. La massima riconoscenza per Sommer, eroe della scorsa stagione e protagonista nell’anno dell’ultimo scudetto, non può bastare per giustificare l’insistenza sullo svizzero. Alla luce di quanto sta accadendo, se Martinez non dovesse scalare le gerarchie a stretto giro sarebbe più che altro un chiaro segnale di mancanza di fiducia nei confronti dello spagnolo più che dell’ex Bayern. Perché ora non sembrano esserci più controindicazioni. In ballo c’è anche la tranquillità di un reparto che sembra dare invece segnali di sofferenza. Non contro il Borussia, ma comunque nel breve ci sono comunque presupposti per immaginare un ribaltone definitivo.

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L’altra questione da tenere in grande considerazione riguarda la corsia di destra. Tolto Luis Henrique, che anche ieri ha deluso, Chivu non ha alternative. Il tecnico nerazzurro è stato costretto a spostare un mancino a destra pur di riempire la casella. Lo ha sicuramente fatto perché in quel momento aveva bisogno della qualità di Dimarco, ma anche perché il brasiliano continua a ballare in equilibrio sul filo della mediocrità di prestazioni che non subiscono mai un upgrade evidente. A modo suo anche in conferenza stampa ha lanciato altri segnali di fumo al club: se non dovesse arrivare nessuno, dirigenza e proprietà si assumerebbero un rischio enorme.

Bisognerà ragionare presto nell’ottica di quanto di buono fatto finora dalla squadra. Che non è assolutamente poco. I tre punti col Pisa, per come sono arrivati, valgono doppio. Perché i nerazzurri sono stati in grado di ribaltare una gara che sembrava praticamente compromessa. La veemenza della reazione e la capacità di ribaltarla in appena 8 minuti restituiscono il potenziale dell’Inter. E danno ulteriore vigore alla spallata a Milan e Napoli, su cui ora c’è ancora più pressione. Il weekend è lungo e dovrà regalare per forza altri verdetti.