Sette sconfitte nelle ultime otto gare di Champions League per l'Inter: Chivu deve correre immediatamente ai ripari

- MILANO
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La Champions League è diventata il Sottosopra dell’Inter. La squadra bella e convincente che viaggia sulle ali dell’entusiasmo in Serie A continua a precipitare rovinosamente in campo internazionale. Stavolta, senza neanche il conforto della prestazione. Perché non è più una questione (esclusivamente) di punti persi. La sensazione sempre più forte, ormai di fatto una certezza, è che la filosofia imposta da Chivu si scontri con limiti strutturali, sia caratteriali che tecnici, complicati da superare in campo internazionale. Sette sconfitte nelle ultime otto partite non possono essere un caso.

Inter Chivu

Inter Club Brugge
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Se in campionato l’Inter ha possibilità addirittura di ipotizzare un percorso da record, in Champions League rischia invece di lasciare punti per strada contro chiunque. Il livello medio delle avversarie è troppo più alto di quelle di Serie A per pensare di non pagare puntualmente dazio davanti a certe gentilissime concessioni in termini di occasioni e, più in generale, di spazi in mezzo al campo. Chivu dovrà rispondere in fretta all’interrogativo che tutti si pongono in questo momento: c’è modo di far funzionare la sua idea di gioco anche fuori dall’Italia? Anche perché tra una settimana a far visita a San Siro sarà lo Shakhtar.

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INTER BRUGES LAUTARO DOPPIETTA E DELUSIONE
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Il calendario offrirà presto la possibilità per rimediare alla falsa partenza, ma il margine d’errore si è tremendamente assottigliato. Bisognerà quindi trovare presto accorgimenti, battendo in maniera forte su tre tasti già utilizzati dal tecnico rumeno in conferenza stampa ieri: umiltà, equilibrio e intensità. Una sana consapevolezza dei propri mezzi, ma ancor di più di ciò che manca per inseguire la piena realizzazione di una certa idea di gioco, non potrà che portare benefici nella preparazione delle prossime gare. Solo in questo modo le dolci note della classica musichetta smetteranno di catapultare i nerazzurri in una dimensione spaziotemporale da incubo.

E non riguarda soltanto le scelte dell'allenatore, assolutamente rivedibili. Ma anche l'atteggiamento di alcuni giocatori. D’altronde l’Inter aveva miracolosamente trovato per due volte negli ultimi anni la strada per un percorso decisamente ambizioso. I nerazzurri nel proprio know-how avevano immagazzinato anche tutto ciò di cui c’è bisogno per restare a galla in certi frangenti e contro determinate squadre. Un bagaglio prezioso da non disperdere, fatto proprio di umiltà, equilibrio e intensità.

Da quel patrimonio bisognerà ripartire, mettendo da parte proclami che rischiano di offuscare una realtà ormai evidente. L’Inter deve riconoscere il divario che la separa dalle migliori squadre d’Europa e tenerne conto tanto nella programmazione della stagione quanto nella preparazione delle singole partite. Non significa rinunciare alle ambizioni, ma capire cosa serve per sostenerle. Solo correggendo la rotta e lasciando parlare il campo sarà possibile invertire la tendenza.

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