- Squadra
- Calciomercato
- Coppa Italia
- Video
- Social
- Redazione
ultimora
2262852096
Quando l'Inter aveva deciso di presentarsi ai nastri di partenza con Cristian Chivu al volante, in molti l'avevano sottovalutata. Non tanto per il livello della squadra, rimasta comunque competitiva, ma per la mole di detriti nel motore che aveva lasciato la scorsa stagione. Rigenerare lo spogliatoio sembrava ai più, anche nell'ambiente nerazzurro a dire il vero, una sfida troppo grande per un allenatore alle prime armi.
Un ragionamento che trasversalmente hanno fatto in diversi addetti ai lavori, arretrando sensibilmente la monoposto della Beneamata nelle griglie di partenza. Non sapremo mai cosa effettivamente avranno pensato anche vecchi lupi di mare come Conte e Allegri, ma solo perché - dall'alto della loro esperienza - mai in carriera si sono lasciati scappare virgolettati poco prudenti nei confronti di avversari. Fatto sta, però, che all'alba della stagione la lotta sembrava preannunciarsi impari.
Dopo ventisei giornate, invece, la mezza rivoluzione del rumeno ha stravolto gli equilibri. Non solo ha riacceso la luce ad Appiano Gentile, ma con personalità e competenza ha anche dato prospettiva a un progetto che sembrava impelagato pesantemente, preservandone i punti di forza. Quello che oggi racconta la classifica di Serie A non può essere trascurato. Dopo la vittoria di Lecce, l'Inter è prima con 64 punti: nessuno aveva fatto meglio di Chivu al primo anno sulla panchina nerazzurra.
Più in generale, impresa riuscita solo a Carlo Carcano, da allenatore della Juventus, nel calcio che era ancora a due punti. Al momento, con una gara in più per i nerazzurri, il gap è di ben 10 e 14 punti su Milan e Napoli. La guida esperta, finora, non ha fatto la differenza. Chi comunque non vince un campionato da sei anni o chi per l'ultima gioia non finirà mai di ringraziare chi davanti a lui è finito per schiantarsi, non ha trovato le contromisure per stare al passo.
Capiremo nelle prossime ore cosa riserverà la domenica di Serie A. Ma a prescindere, l'allenatore che ha sorpreso tutti merita la vetrina. Anche soltanto per togliersi di dosso quella fastidiosa e antipatica etichetta di 'supplente' che qualche simpatico burlone sui social gli aveva attribuito. E siamo sicuri cercherà di chiudere questo snodo in pochi giorni con la lode in pagella. L'obiettivo è ovviamente passare il turno di Champions, ribaltando la sconfitta rimediata in Norvegia.
I presupposti sembrano esserci, nonostante le assenze. Dumfries e Calhanoglu rientreranno in gruppo, ma presumibilmente non saranno rischiati. Saranno comunque due jolly in più da gettare nella mischia a breve. La sfida al Bodo è stata già lanciata comunque ieri nella pancia del Via del Mare. Parole che non sono sembrate affatto di circostanza: anche perché una rimonta in grande stile darebbe ulteriore linfa all'ambiente anche per il prosieguo del campionato. Sul trespolo bisognerà mettersi d'impegno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA