Tutti aspettavano l'Inter al varco ieri sera. Sembrava che Inzaghi e i suoi avessero un conto aperto da inizio stagione con gli scontri ad alta quota, dato che si era deciso in maniera del tutto arbitraria che il poker rifilato all'Atalanta non contasse nulla. E le vittorie di Champions altrettanto. Chissà se la goleada in casa della squadra più in forma del campionato, reduce da due vittorie contro il Napoli di Conte, basterà a placare la paranoia.


ultimora
Inter, vittoria da manifesto che annulla una paranoia. Migliore in campo emblematico
Non si è accontentata di vincere, l'Inter ha voluto stravincere. Perché da bestia ferita nell'orgoglio ha sentito il bisogno anche di annientare quel brusio che aveva generato la sconfitta di Leverkusen. Fastidioso, oltremodo severo. Nello sguardo dei nerazzurri, nella tenacia e nella forza di non disunirsi nell'inizio difficile di gara si è vista tutta la voglia di sfoggiare l'abito migliore, quello dello scorso anno, tirato a lucido per l'occasione.
LEGGI ANCHE
La prova di forza va ben oltre il risultato. L'Inter ha vinto appena un set, che nell'economia del campionato conta il giusto. Ma la forma che consolida la sostanza è preziosa. Dal rigore di Calhanoglu in poi i nerazzurri hanno srotolato il manifesto del loro calcio, senza tralasciare alcun dettaglio. Una ripassata totale di ciò che li ha resi grandi e temibili in tutta Europa.
Merita una menzione su tutti Denzel Dumfries, e stavolta vale doppio. Perché l'Inter ha costruito la sua vittoria proprio con uno strapotere sul binario in cui la Lazio pensava di poterla mettere in difficoltà con Nuno Tavares. Un dettaglio che sulla bilancia della valutazione della vittoria pesa come un macigno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il tuo commento verrà moderato a breve.
Puoi votare una sola volta un commento e non puoi votare i tuoi commenti.