Giuseppe Pastore, giornalista di Cronache di Spogliatoio, ha commentato Radio Tutto Napoli le parole di Antonio Conte in merito al gap tra il suo Napoli e Inter, Milan e Juve:

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Pastore su Conte: “Semina tensione sportiva e trappole per l’Inter. E all’andata…”
"Ogni allenatore non dice mai la verità quando parla ai giornalisti, Allegri è tutto l'anno che dice che l'obiettivo è arrivare tra le prime quattro, per la carriera di Allegri non penso che Allegri vada da Modric e gli dica che l'obiettivo è arrivare ai quarti, è chiaramente lì per un altro motivo, poi che sia difficile è un altro discorso, così come tutte le parole vanno vagliate, vanno filtrate. Tra due settimane c'è Inter-Napoli e Conte lo sa benissimo e quindi iniziamo anche un po' a seminare anche un po' di tensione sportiva. All'andata è stato anche per questo che il Napoli ha vinto lo scontro diretto con l'Inter, perché il clima si accese e diventò anche piuttosto più aspro e l'Inter cadde in una specie di trappola tesa dal Napoli a livello di tensione, per non parlare di quello che si disse dopo, che tornerà probabilmente nelle discussioni di queste due settimane.
Penso che Conte parli sempre per uno scopo di campo, ricorderete le parole dopo Monza-Napoli ad aprile, tutto il mondo pensava alla volata Scudetto, Conte spostò il focus della discussione sul suo futuro, sul fatto che probabilmente non sarebbe rimasto, togliendo pressione poi a quella squadra che era schiacciata dalla pressione e la aiutò. Anche l'Inter gli diede una mano col finale di campionato ma servì a proteggere una squadra che è arrivata stremata agli ultimi mesi di campionato, così credo che Conte che conosce benissimo il suo lavoro.
Col senno di poi secondo me sbagliando le parole dopo Bologna a novembre sono state molto forti anche piuttosto pesanti, però se noi giudichiamo il rendimento del Napoli dopo quella partita hanno avuto certamente un effetto di rimotivare se stesso perché secondo me il bel finale di anno del Napoli passa anche da un Conte diverso, non solo da una squadra che è stata riprogrammata. Ma è stato a lui a cambiare, a rimetterla in campo, a smetterla di piangere sugli infortuni e trovare un ruolo a giocatori come Lang, come Gutierrez adesso, ma come Neres soprattutto che erano rimasti ai margini dei primi due mesi. Evidentemente ogni anno il fatto di step, di intervalli di uno o due mesi e Conte per cui è stato il più bravo a cambiare continuamente da inizio stagione".
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