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Trevisani: “Su Allegri pifferai e cazzaroni. Ora al Milan tutti pippe, c’è un dato allucinante”
Durante Fontana di Trevi, il giornalista Riccardo Trevisani ha fatto il punto sulla stagione disastrosa del Milan e sul lavoro di Allegri
“Quel tipo di calcio e di allenatore stanno espatriando, stanno facendo la fine del topo col gatto. Tutto quello che ci è stato raccontato per mesi dalla banda di Musica, dai pifferai e tutti i cazzaroni che girano, evidentemente non è credibile, non è reale. Qui non si tratta di Massimiliano Allegri in quanto uomo, intenditore di ippica e allenatore. Si tratta di quel tipo di calcio, quel tipo di mondo, quel tipo di pensiero che è un pensiero vecchio, è un pensiero che non va più bene per il calcio di oggi. Si va in un'altra direzione, si va verso un calcio elettrico, veloce, di pressing, di idee, di attacco. Se si è detto per mesi, ho sentito dire delle cose per mesi su questa materia, Allegri è imbattuto da 24 partite. Hanno fatto un altro nuovo premio Champions League, sei imbattuto? No, sei imbattuto con tantissimi pareggi, cercando di non giocare. Non è un premio, non è un merito. Quando c'è Rabiot, il Milan non può perdere. Ti giuro che il Milan ha perso un sacco di partite, tra cui quella di ieri, con Rabiot in campo che giocava per gli altri. Poi c'è stata anche l'altra teoria fantastica, con Allegri di sistemi la difesa. È stata la miglior difesa del Milan? No, no. Sai chi è stata la miglior difesa? Il Como. Il Como, del più giochista dei giochisti, che però quando gioca vuole la palla e quando la palla ce l'ha lui non ce l'hanno gli altri e quindi il Como non piglia gol, perché è una squadra estremamente organizzata. Non vuol dire che se giochi a pallone prendi gol, anzi, è vero il contrario, se giochi bene, i gol non li prendi. E il Como, del ragazzino, bimbo, che ha appena cominciato, come Allegri ha detto dopo Milan Como, è lì a dimostrare che la sbatte e te lo rifaccia arrivare in Champions al posto tuo. Allegri raggiunge sempre l'obiettivo. No, neanche questo. Neanche questo, perché poi alla somma di discorsi che poteva succedere, ieri entra la palla, fai 2 a 2 e vai in Champions e ci avrebbero detto hai visto tutte queste cose che ho appena detto, sarebbero diventate la verità, il tatuaggio di questo tipo di calcio e di questo tipo di narrazione, che è palesemente falsa. Il risultato è una cosa che viene determinata da 12.000 fattori, non è vero niente che il risultato è l'unica cosa che conta. Tu ci devi arrivare al risultato attraverso una serie di cose che in questo modo di fare calcio non ci stanno più.
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