Dalle colonne della Gazzetta dello Sport, Alessandro Vocalelli ha parlato della sfida tra Inter-Como
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Dalle colonne della Gazzetta dello Sport, Alessandro Vocalelli ha analizzato la vittoria della Roma e ha parlato della sfida tra Inter-Como in programma oggi pomeriggio. "La sosta, si sa, è sempre una medaglia a due facce. Può servire per mettere un punto esclamativo - come ha fatto la Roma - per concentrarsi sul recupero degli infortunati e trascorrere quindici giorni in serenità, ma anche (ed è il pericolo che si corre in panchina) per far venire strane idee ai presidenti".
"Ecco perché è importantissima questa undicesima di campionato che è cominciata ieri - come dicevamo - con la larga vittoria della Roma contro il Sassuolo, chiusa da un gioiello di Mora che ha firmato il 3-0 e timbrato il trentunesimo gol giallorosso. Ulteriore slancio per una squadra imbattuta in campionato, che almeno per qualche ora ha superato l’Inter e si è sistemata subito dietro i “cugini” della Lazio, curiosamente l’altra squadra della serie A che non ha ancora mai perso".
"Uno scenario completamente diverso da quello che andrà in scena al Meazza, nel match che è stato già raccontato in mille modi. Dalla più forte che incontra la novità più fragorosa; dall’incrocio fra i destini di Chivu e Fabregas; dalle due nostre rappresentanti che si sono esaltate nell’infrasettimanale di Champions; dalle difficoltà che il Como ha sempre avuto di fronte all’Inter. Ma c’è piuttosto un elemento comune di creatività - in due squadre che sanno comunque riconoscersi in un’orchestra - che può determinare la svolta. Perché, con dieci anni di differenza, anche oggi gli osservati speciali saranno Calhanoglu e Nico Paz: la conferma che il calcio è un’orchestra in cui però bisogna saper riconoscere i primi violini".
(Gazzetta dello Sport)
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