"L'Inter riesce così a sviluppare tutte le trame possibili, toccando più corde e mostrando più volti, quasi tutti vincenti", spiega Zazzaroni
Intervenuto sul Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, direttore del quotidiano, ha analizzato così la vittoria dell'Inter contro la Lazio:
"L'Inter sembrava la migliore Lazio di Simone, quella che spesso ti aspettava, ti lasciava giocare e poi, non appena trovava uno spazio praticabile, un buco nel quale infilarsi, ti seccava con Immobile o Milinkovic-Savic, Luis Alberto e talvolta anche Caicedo. La Lazio invece si è avvicinata a una delle più decorose Lazio di Sarri: buon palleggio, una discreta precisione e velocità e un possesso non fine a se stesso, ma anche qualche errore difensivo purtroppo (nell’occasione pagato a carissimo prezzo)"
"Il primo (errore) lo classifico tra gli imperdonabili, l’ha sottolineato perfettamente l’espressione disperata di Sarri. Personalmente odio la palla data dietro come principio, la costruzione dal basso, e dopo la magagna di Marusic e Gila ritengo che anche molti laziali la pensino come me. Mi piace il calcio che guarda negli occhi l’avversario e la porta dell’altro, quello che la stessa Lazio, pur se priva di Romagnoli, Casale e con Luis Alberto a mezzo servizio, ieri è riuscita a mostrare"
"Sarri è dentro una stagione indecifrabile e segnata da 7 sconfitte in 16 giornate di campionato, nove in totale, Simone vive qualcosa di sorprendente ma anche decisamente spiegabile: l’impianto è quello che pochi mesi fa conquistò la finale di Champions, gli ingressi sono quasi sempre due, massimo tre (a Roma Sommer, Bisseck e Thuram) e insomma l’Inter riesce così a sviluppare tutte le trame possibili, toccando più corde e mostrando più volti, quasi tutti vincenti".
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