A guardare oggi la crescita di Yann Bisseck, il rimpianto del Colonia rischia di essere enorme. Il retroscena dalla Germania

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VIDEO FCIN1908 / Bisseck: "Sono sulla strada giusta, voglio diventare un leader. Chivu carico"

Yann Aurel Bisseck, cresciuto nel settore giovanile del Colonia, ha costruito la propria carriera attraverso un percorso tutt’altro che lineare. Oggi è un punto fermo dell’Inter ed è tornato nel giro della Nazionale tedesca guidata da Jürgen Klopp.

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Bisseck è ormai diventato un elemento importante della squadra nerazzurra. Nella scorsa stagione ha disputato 36 partite ufficiali, sette delle quali in Champions League, contribuendo al double campionato-Coppa nazionale con tre gol e tre assist.

Dal suo arrivo all’Inter nell’estate del 2023 ha totalizzato 108 presenze ufficiali. A Milano è diventato un titolare affidabile, ha rinnovato fino al 2031 e il suo valore di mercato viene oggi stimato intorno ai 50 milioni di euro.

Colonia, rimpianto Bisseck

Colonia, Bisseck è una storia a due facce

Per il Colonia, la storia di Bisseck ha due facce.

Da una parte c’è l’orgoglio di aver formato un giocatore arrivato fino all’Inter e alla Nazionale tedesca. Dall’altra rimane la sensazione di una grande occasione mancata.

Bisseck è ancora oggi il più giovane esordiente nella storia del Colonia in Bundesliga: debuttò il 26 novembre 2017 contro l’Hertha Berlino, a soli 16 anni, 11 mesi e 28 giorni.

Era arrivato nel club appena sei anni, proveniente dal SV Adler Dellbrück, e aveva attraversato tutte le categorie del settore giovanile.

Quel debutto sembrava l’inizio di una grande storia con il Colonia, ma il club non gli diede mai fiducia con continuità. Va però ricordato che il giovane difensore fu anche frenato ripetutamente dagli infortuni.

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Arrivarono così una serie di prestiti: Holstein Kiel, Roda Kerkrade e Vitória Guimarães. In Portogallo, a soli 19 anni, finì per giocare anche con la seconda squadra nella terza serie. Testo incollato

Furono anni molto difficili.

Secondo il quotidiano tedesco Kölner Stadt-Anzeiger, Bisseck avrebbe persino pensato di abbandonare il calcio professionistico per studiare medicina. Un’ipotesi tutt’altro che sorprendente considerando il suo percorso scolastico: a 16 anni aveva già conseguito il diploma al liceo Hildegard-von-Bingen di Colonia.

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Getty Images

La svolta in Danimarca

Il vero punto di svolta arrivò all’Aarhus.

Dopo una stagione in prestito, nell’estate del 2022 Bisseck fu acquistato definitivamente dal club danese per circa 700 mila euro.

In Danimarca si impose come titolare e diventò anche capitano della Germania Under 21. Le sue prestazioni attirarono l’interesse di diversi club, tra cui l’Eintracht Francoforte.

Ed è proprio a quel punto che il Colonia avrebbe potuto cambiare completamente la storia.

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Il Colonia poteva riprenderlo

Secondo le informazioni riportate da Kölner Stadt-Anzeiger, il Colonia aveva mantenuto nel contratto con l’Aarhus un “matching right”, una clausola che consentiva all’ex club di pareggiare l’offerta ricevuta da un’altra società alle stesse condizioni economiche: cartellino, stipendio e bonus.

In quel caso, l’Aarhus avrebbe dovuto dare priorità al Colonia.

Il club tedesco, però, lasciò scadere il termine senza esercitare il diritto. Evidentemente, in quel momento, non riteneva che Bisseck possedesse il potenziale che avrebbe poi mostrato negli anni successivi. Un anno più tardi, l’Inter lo acquistò dall’Aarhus per circa 7 milioni di euro.

Grazie a una percentuale del 10% sulla successiva rivendita, il Colonia ha poi incassato complessivamente circa un altro milione oltre ai 700 mila euro iniziali. Una cifra importante, ma quasi irrisoria se confrontata con il valore attuale del giocatore.

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L’agente: «Aveva già tutto per arrivare a questo livello»

Yusuf Kandemir, procuratore di Colonia che conosce la famiglia Bisseck da circa dieci anni e collabora strettamente con loro dal trasferimento all’Inter, non considera casuale questa crescita.

«Già prima del trasferimento a Milano era evidente che Aurel avesse tutto ciò che serviva per compiere questo percorso. Spesso, però, devono combaciare molti fattori per arrivare a un livello così alto».

«Aurel ha una famiglia fantastica, sente la totale fiducia dei dirigenti dell’Inter e conduce una vita estremamente professionale. È una combinazione perfetta. La convocazione in Nazionale rappresenta adesso un altro traguardo importante»

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