Stefano Borghi ha analizzato gli arrivi e la rosa dell'Inter e commentato l'ipotesi quinta punta
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Del mercato dell'Inter e dell'arrivo di Curtis Jones ha parlato il giornalista Stefano Borghi a Le Foot Toujours:
Quinta punta? È una follia, poi parliamo di fiducia ai giovani. Adesso l'Inter deve prendere una quinta punta. C'è Idrissou, c'è Lavelli, perché prendere una quinta punta? L'unico aspetto su cui non sono sicuro è il portiere, vediamo. Per me Provedel è un backup intelligente perché è un portiere d'esperienza, un portiere che arriva con la mentalità giusta. Aspetto che Martinez mi dimostri di poter essere il titolare affidabile. Questo non ne sono convinto. Per il resto, ripeto, Palestra è a un livello diverso rispetto a Spence o Khalaili. Soprattutto per il modo di giocare dell'Inter, che avrà delle evoluzioni. Né Palestra né Khalaili né Spence portano i gol, portano la presenza, il peso che ha Dumfries nel gioco dell'Inter.
Ma Chivu secondo me non è così preoccupato dal poter mettere qualche dinamica nuova. Lui vuole fin da subito un giocatore come Curtis Jones, che è un giocatore che ti porta qualcosa di diverso. Sono molto curioso di vedere Curtis Jones perché è finalmente quel giocatore che ti crea una superiorità numerica. Non ha il dribbling dell'ala, il dribbling da uno contro uno; lui ha il dribbling da conduzione, che è quello che mancava nel centrocampo dell'Inter. Sette potenziali titolari, sette giocatori con caratteristiche tutte diverse, sette dove il settimo può essere anche il primo nella gerarchia. L'unica cosa di Curtis Jones: bisogna vedere nel calcio italiano, perché quel giocatore lì in quella zona lì di campo fa questo tipo di differenza. Ma quella zona lì di campo in Italia è una palude. Ci sono gli spazi minori del calcio mondiale. Sfida per lui. Ma l'Inter cosa doveva fare di più?
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