Tanto si è detto e scritto sulle vicende che alla fine portarono Cristian Chivu sulla panchina dell'Inter nell'estate del 2025, ma...
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Tanto si è detto e scritto sulle vicende che alla fine portarono Cristian Chivu sulla panchina dell'Inter nell'estate del 2025. In tanti sono ancora convinti che l'arrivo del rumeno a Milano si sia concretizzato dopo il rifiuto di Cesc Fabregas. La realtà, però, sembra essere diversa. La scrive La Gazzetta dello Sport:
"Chivu non vive male il confronto, tutt’altro, pur conoscendo i fatti accaduti nel 2025 che ne hanno indirizzato il futuro: in una sintesi grossolana e superficiale, dovrebbe essere addirittura grato a Fabregas per aver rifiutato la panchina dell’Inter consentendogli di raccogliere l’eredità di Simone Inzaghi. In realtà non è andata proprio così".
La verità è che l’Inter, pur intuendo che il pavimento stesse scricchiolando, non desiderava che il progetto Inzaghi si sgretolasse dopo l’umiliazione di Monaco. Invece di ritorno dalla finale di Champions l’allenatore, in un concitato incontro nella sede di Viale della Liberazione, comunica a Marotta e Ausilio che l’avventura era finita. Sono i primi giorni di giugno. L’Inter, comprensibilmente, si muove in modo frenetico alla ricerca di un degno successore, che possa guidare la squadra nell'imminente Mondiale per club. Se ne sentono tante. La dirigenza decide di contattare Fabregas.
In quel momento, dopo il campionato di rodaggio in Serie A, Cesc è a Londra per festeggiare il compleanno della moglie Daniella. Ausilio parte per parlargli ma già conosce la situazione. E’ quasi una riunione di cortesia, non un inizio di trattativa. Fabregas ha detto a tutti coloro che l’hanno cercato – in Italia lo ha tentato la Roma dei Friedkin, per esempio, prima di chiudere l’accordo con Gasperini – che non si sarebbe mosso dal Como. Il suo obiettivo a lunga scadenza è allenare il Barcellona o una grande d’Inghilterra. Ma non è questa l’estate giusta per stravolgere i piani di un club giovane e ambizioso. Si può quindi affermare che l’Inter abbia voluto parlare a Fabregas per essere sicura che non avrebbe cambiato divisa, accettando il corteggiamento di una concorrente per lo scudetto. Non è stata una manovra di disturbo, perché l’interessamento c’era, ma neppure un vero e proprio affondo. Lo possiamo definire un confronto esplorativo.
(Fonte: Gazzetta.it)
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