Tra le pagine dell'edizione odierna del Corriere della Sera, Paolo Condò, giornalista, ha parlato così della corsa scudetto e della principale rivale dell'Inter
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LE RIVALI
Ragionando a oggi, non c’è alcun motivo per escludere che sia il Como la principale antagonista dell’Inter. Letti nell’ordine, i quattro gironi di Fabregas in Serie A dicono 18, 31, 33 e 38 punti: una progressione impressionante basata su fondi adeguati e progetto tecnico chiaro, irrobustito quest’anno da giocatori internazionali come Chalobah e Couto, dalla difesa di talenti come Baturina (avete visto il gol in amichevole all’Arsenal?) e dall’operazione Nico Paz, un rischio calcolato — anche se il Real non dovesse ricomprarlo, l’enorme esborso sarebbe comunque garantito dal valore del giocatore — ma comunque fuori portata per qualsiasi altra società italiana.
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E Allegri è uno specialista del genere. Paratici l’anno scorso fu due volte sul punto di accasarsi al Milan, ed è inevitabile che Cardinale oggi lo rimpianga — chissà come andò veramente — perché nel marasma rossonero ne avrebbe bisogno come il pane. Restiamo dell’idea che Amorim sia un allenatore bravo, superiore a Fonseca e Conceiçao per restare ai troppi portoghesi passati in questi anni per il Milan (succede se ti affidi sempre ai soliti intermediari), ma arrivare a Ferragosto per stilare appena la lista dei bocciati è un azzardo enorme.
Specie in assenza di operativi rodati nel ruolo di diesse. La Juve ha limitato il suo passaggio a vuoto a un ruolo, quello di portiere, dove soluzioni astruse come un prestito (Suzuki o chi per lui) fanno capire che c’è qualcosa in mano per il prossimo anno. Spalletti ha usato l’estate per recuperare forze nei ruoli in cui non si poteva comprare, ed è un bene che capiti a lui — amante del talento — il compito di mettere assieme Yildiz, Alajbegovic, Conceiçao e magari Zirkzee. Se funzionano, nasce un fattore che nessun altro club italiano può vantare. La mischia per emergere come l’anti-Inter riguarda infine la Roma, che fin qui ha pensato molto ai rinnovi ma da sei campionati migliora o pareggia il precedente, e questo parla di una buona struttura che Gasperini ha elevato a 73 punti: si merita un’altra star. E poi c’è l’Atalanta, che ha scelto Sarri e a sua volta ne è stata scelta. La rosa è più che valida, e lui dovrà pensare esclusivamente al campo: ci sono le premesse per volare alto", conclude Condò.
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