La strategia nerazzurra permette di incassare subito dalle cessioni mantenendo una quota sul valore futuro dei giocatori. E il portafoglio è molto ampio
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IL CASO GABIGOL
E poi c’è un nome che riporta indietro di molti anni: Gabriel Barbosa, Gabigol.
Nel 2016 l’Inter investì circa 30 milioni di euro per portarlo dal Santos a Milano. L’esperienza europea del brasiliano non rispettò le aspettative e, dopo diversi prestiti, arrivò la cessione al Flamengo.
Il club brasiliano pagò prima 700 mila euro per il prestito e poi 17,5 milioni per il riscatto, con l’Inter che mantenne anche in questo caso una percentuale intorno al 10% sulla futura rivendita.
Gabigol è rimasto al Flamengo per cinque anni prima di trasferirsi gratuitamente al Cruzeiro, che successivamente lo ha girato in prestito al Santos. E proprio qui nasce un caso particolare: quella percentuale conservata dall’Inter avrebbe continuato a seguire il giocatore nel corso delle diverse operazioni.
A distanza di anni, dunque, persino un affare iniziato nel 2016 potrebbe ancora avere riflessi economici per il club nerazzurro.
Una strategia ormai consolidata: incassare al momento della cessione, ma conservare una quota della possibile crescita futura del giocatore. E con tanti ex nerazzurri sparsi tra Italia ed Europa, il valore di questo portafoglio può continuare a cambiare mercato dopo mercato.
(Fonte: Gazzetta Dello Sport)
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