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Inter, che tesoretto dalle cessioni: 50 milioni da tre esuberi! E altri tre nomi sono in bilico

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Un tesoretto da circa 50 milioni di euro dalle cessioni di tre esuberi, ma ci sono altri tre nomi in bilico in uscita in casa Inter
Alessandro Cosattini Redattore 

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Un tesoretto da circa 50 milioni di euro dalle cessioni di tre esuberi: l'Inter è molto attiva sul mercato in entrata, ma anche in uscita. Ecco quanto evidenziato dalla Gazzetta dello Sport sui giocatori che possono lasciare Milano in estate.

Inter

"C'è il budget di Oaktree ma c'è anche un'altra quota di liquidità. Chiamiamolo pure un extra budget che l'Inter è pronta a mettere da parte e poi di nuovo sul tavolo per finanziare una parte della sua campagna acquisti. Come? Inevitabilmente con le cessioni. E in tal senso la lista dei possibili partenti inizia da Davide Frattesi e finisce con i baby come Ebenezer Akinsanmiro che verrà riscattato dal Pisa. Esuberi che diventano potenziali risorse. Nessuna cessione eccellente, ma qualora agli uffici di Viale della Liberazione dovessero bussare dei club con le proposte giuste per determinati elementi, allora l'Inter sarà pronta a valutare qualsiasi situazione in uscita.

Inter Frattesi

Partiamo dal primo nome che è quello di Frattesi. Il Nottingham Forest è tornato alla carica per il centrocampista ma l’Inter ancora non ha ricevuto una proposta formale. Quella giusta sarebbe da 30 milioni, o giù di lì; sicuramente non meno di 25 fissi. Poi ci sono le situazioni legate al futuro di due acquisti dell'estate scorsa: Andy Diouf e Luis Henrique. Orecchie aperte, antenne dritte. Anche perché è difficile che il 2003 e il 2001 la prossima stagione possano scalare le gerarchie e diventare titolari di un'Inter che a centrocampo già naviga nell'abbondanza e cerca ancora il colpo (alla Curtis Jones, per esempio) per rinforzarsi in maniera definitiva lì in mezzo. Quindi è chiaro che se da parte dei due ragazzi dovesse aumentare la voglia di giocare di più e si dovesse palesare qualche club in grado di garantirgli più minuti, continuità e centralità all'interno di un progetto, le riflessioni sarebbero immediate. Occhio però al costo. Il primo è arrivato un anno fa per 20 milioni, il secondo è costato sui 22.

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Un altro elemento già presente in rosa ma che vorrebbe un ruolo più di primo piano è Carlos Augusto. Il suo contratto scade nel 2028 ma la questione rinnovo non si smuove. Calma piatta. E che qualche vento estero possa portarselo via non è affatto escluso. Vedremo. Infine, ci sono questioni più lontane ma soltanto in apparenza. Kristjan Asllani è la prima. Il centrocampista albanese ha giocato l'ultima stagione al Besiktas. Il prestito era di un anno e la formula del trasferimento si chiudeva con un diritto di riscatto che per i turchi è fissato sugli 11 milioni. Un po' la situazione di Akisanmiro con il Pisa; ma in questo caso i toscani hanno già provveduto a informare l'Inter che riscatteranno il ventunenne per 7 milioni. Tornando ad Asllani, su questo fronte è ancora tutto in ballo ma un tesoretto di quel genere farebbe comunque comodo a un club che aspetta di incassare anche i 20 milioni della clausola di Denzel Dumfries, prossimo esterno destro del Real Madrid, e i 4 di Sebastiano Esposito riscattato automaticamente dal Cagliari in virtù della salvezza dei sardi (che, nel caso in cui dovessero rivendere il giocatore a più di 4 milioni, dovrebbero un ulteriore 40% ai nerazzurri per una futura cessione). Ma allo stesso tempo l'Inter ha già speso 15 milioni per riscattare Manuel Akanji dal Manchester City e 23 per ricomprare Aleksandar Stankovic dal Bruges (anche se qui alla voce spesa possiamo far comparire "soltanto" 13 milioni, ovvero la differenza tra quanto pagato ora dai nerazzurri e i 10 milioni sborsati dal club belga per prendere il centrocampista sempre dall'Inter un anno fa). Chiudendo il cerchio degli esuberi, c'è infine Benjamin Pavard, di ritorno dal prestito secco al Marsiglia. Un giocatore sicuramente da piazzare perché non più - e non da ora - nel progetto tecnico interista. A quanto? Non meno di 10-12 milioni", si legge.