Le parole del centrale nerazzurro a La Stampa: "Scudetto? Manca tanto. E nel calcio ci vuole niente a passare da tutti bravi e belli al fango"
CONTE E FUTURO
La scorsa estate il vostro allenatore è stato vicino a salutarvi.«Con lui abbiamo avviato un progetto a lungo termine. Confesso: è stata una sorpresa che abbia puntato presto su di me. Spero resti a lungo».
E lei che piani ha?«Qui sto davvero bene. È la mia seconda casa e non ci saranno problemi a prolungare il contratto. Magari coronando poi un altro sogno: capitano della squadra del cuore».
Lei è il più giovane e i «vecchi» sono pochi. Se cominciate a vincere, potete aprire un ciclo? «Il gruppo è stato rinnovato dalla scorsa stagione e continua a crescere. Puntiamo a fare il massimo».
C'è però l'incognita Suning.«Mai stato un problema: ci appagano i risultati del campo. Credo sia un bel messaggio per chi crede che si giochi per i soldi. Sono passione e voglia di vincere a prevalere su tutto. Altrimenti bisognerebbe cambiare mestiere».
Il suo è meraviglioso, vero?«All'Inter lo vivo come un bimbo al luna park. Tre anni fa a Parma la mia carriera era un'incognita. Ora mi alleno con i campioni e con loro imparo e cresco».
Com' è trovarsi Lukaku contro in allenamento?«Bello. Perché in partita poi è più facile. Quali attaccanti usano così bene il corpo e abbinano potenza e velocità?».
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