Conte, bastava poco. Zhang, intervento ok ma tardivo: vorrei rispondesse a questa domanda

L’editoriale di Alfio Musmarra per Fcinter1908: sono tanti i temi caldi in casa Inter. Tra la prima amichevole e le parole di Zhang

di Alfio Musmarra, @IlMusmy

Mi fa piacere la prima presa di posizione ufficiale del presidente dell’Inter Steven Zhang, che attraverso le colonne del Corriere della Sera ha toccato diversi punti sul passato, presente ma anche e soprattutto sul futuro dell’EffecìInternazionale. Spiace solo che sia arrivato a distanza di un mese, sinceramente tardivo. E non trovo soddisfacente la spiegazione che in Cina il livello comunicativo rasenti lo zero.

Lui è giovane con una mentalità aperta e deve imparare a capire che i tifosi hanno il bisogno di una maggiore trasparenza con una proprietà così distante. Attenti, non intendo dire che si disinteressino anzi, ma una maggiore presenza a livello comunicativo/istituzionale sarebbe auspicabile.

IL FAMOSO VERTICE DI VILLA BELLINI

Come avevo scritto in un recente editoriale, non c’è stata tensione nell’incontro di Villa Bellini e lo stesso Presidente ci ha tenuto a sottolinearlo, ma bontà sua, se da più parti sono uscite ricostruzioni fantasione è perché evidentemente qualcuno le ha fatte uscire.

È stato fondamentale il ruolo del Presidente in una situazione che sembrava irrimediabilmente  compromessa. E le parole usate nei confronti del tecnico fortificano ulteriormente la posizione di Conte.

IL SILENZIO DI CONTE

Tuttavia il silenzio del tecnico salentino lascia perplessi. Le sue ultime dichiarazioni risalgono al 21 agosto, nessun commento ai calendari, neanche una parola dopo la prima amichevole. A chi ci racconta che si vogliono evitare strumentalizzazioni va spiegato che basta un semplice commento tecnico alla prestazione della squadra. Ad esempio alla prima di Hakimi, basta mostrarsi alle telecamere sorridenti magari con volti distesi insieme ai protagonisti dell’incontro a Villa Bellini, per rivelare a tutti una sintonia e una serenità ritrovata.

Strategia, pura strategia certo, che non guasta affatto anzi. A volte basta davvero poco, soprattutto oggi dove l’immagine è tutto.

Zhang ha avuto il merito e la bravura di appianare una situazione complicata, ma avrà anche il compito di vigilare che tutto sia davvero superato. E non per interposta persona, è fondamentale la sua presenza costante, la sua vicinanza, la sua supervisione. E non delegare, perché ci sono cose che non possono essere demandate.

Per quanto sia giovane, Zhang deve anche imparare che non basta circondarsi di dirigenti accondiscendenti. Esiste un vetusto proverbio latino che dice ‘l’occhio del padrone ingrassa il cavallo’ e si traduce più o meno così: solo un costante interesse personale verso i propri beni o affari può farli rendere al meglio.

Di conseguenza è il caso che il giovane presidente Steven Zhang sia il più vicino possibile alla squadra ed al tecnico per mantenere il controllo su una situazione che va seguita direttamente in prima persona. Perché un presidente ha il diritto e dovere di supervisionare, senza fidarsi mai fino in fondo di nessuno.

ZHANG E LA DOMANDA A CUI DOVEVA RISPONDERE

Un’ultima postilla. Mi sarebbe piaciuto che Zhang spendesse due parole su Tonali e Messi. Come può la Tv di Suning esporsi su due giocatori in quel modo e poi non prenderli? Senza entrare nel merito delle operazioni, perché esporsi tanto senza pensare ai risvolti? Si può dire che non è stata una bella figura o qualcuno si offende? Sono state create delle aspettative che non avevano motivo di esistere, se non per una mera questione di marketing. Ne è davvero valsa la pena?

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