Intervistato dal Fatto Quotidiano, Roberto Zaccaria illustra quali saranno le prossime tappe di Interspac
PROSSIMO STEP E SUNING
Risultati del sondaggio alla mano, quale sarà il prossimo step?
"Interspac nasce con un intento collaborativo e di sostegno all’Inter. In questo momento ci rivolgiamo alla società dell’Inter, ai proprietari cinesi, perché vogliamo dire loro: “Guardate che c’è un primo gruppo di sostenitori che credono a questa prospettiva dell’azionariato popolare, sono pronti a sostenere l’Inter e a lavorare con la proprietà”. Successivamente, se ci sarà disponibilità da parte dei proprietari, arriverà il momento di passare alla fase strettamente operativa, ai numeri e alle sottoscrizioni".
Qualora Suning accettasse la vostra proposta di collaborazione, chiederete di avere qualche vostro rappresentante nel cda?
"È un ragionamento del tutto prematuro, dipenderà dalla eventuale disponibilità dell’Inter. Vediamo che tipo di apertura potrà arrivare. Siamo convinti della bontà di questo progetto e andremo avanti. È una prospettiva che va al di là della società, è una prospettiva dell’Inter. Noi oggi abbiamo un consiglio di amministrazione composto da 16 persone, stiamo reclutando altri soci importanti per dare maggiore visibilità. Certo, i numeri necessari per far bene li conosciamo tutti: se ci sono 500mila tifosi è una cosa, un milione è un’altra".
E se Suning dicesse no per la seconda volta?
"Noi andiamo avanti. Abbiamo un percorso serio: a settembre faremo un evento che darà grande visibilità, presenteremo il progetto, gli obiettivi e i nuovi soci. Siamo convinti che questa prospettiva rimarrà attuale perché è un modello che può contribuire a moralizzare il mondo del calcio".
Secondo lei cosa può portare l’azionariato popolare nella gestione delle grandi società?
"Può contribuire a migliorare gli equilibri pur mantenendo alta la competitività. Il Bayern, ad esempio, continua a vincere ma non è inutilmente spendaccione, pur comprando top player e allenatori di alto livello. Era e resta una una delle prime 5 squadre d’Europa: questo significa che ci può essere un grande club con un fatturato e un bilancio importante, ma con la partecipazione dei tifosi. Questo deve far riflettere: lo possiamo fare anche in Italia e non per forza solo all’Inter".
(Il Fatto Quotidiano)
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