La figura dell' esperto ha sempre suscitato in me più di qualche dubbio. Sia chiaro, ben vengano studiosi che approfondiscano materie scientifiche, ricavandone preziose informazioni, (quelli sì che sono esperti) ma quando questo aggettivo viene accostato al mondo del calcio, il prurito è il primo sintomo che si impossessa di me. Da un pò di tempo a questa parte, si è insinuata addirittura la figura dell'esperto di calciomercato. Sì avete capito bene. La domanda sorge spontanea: "come si fa a diventare esperti di calciomercato?". La risposta a tale quesito, mi manca. 

Sprezzanti del pericolo e assetati di sapere, ci inoltriamo in questo mondo sconosciuto, pieno zeppo di esperti del calcio, per analizzare scrupolosamente le conclusioni azzardate a fine agosto dai mantra del football. E' chiaro a tutti che agosto sia noto come il mese dei veggenti/esperti. Ad agosto, non esiste opinionista che non emetta la sentenza!

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"Con questa squadra, l'Inter è da settimo posto. Se tutto va bene, può cercare di ambire anche al sesto." Oppure: "Il mercato dell'Inter si è chiuso con Icardi, Campagnaro e Taider? Decisamente troppo poco. Ci si aspettava di più." Dite la verità, quante volte avete sentito questo requiem? Che, per carità, visti i precedenti della passata stagione, poteva anche avere un senso. Tutto sommato, l'Inter post calciomercato partiva con l'obiettivo di lottare per un posto in Europa League. Lo dicevano gli esperti: Juve, Milan, Napoli, Fiorentina, Roma, Lazio, tutte compagini superiori ai nerazzuri.

E poi? Qui arriva il bello: succede che Walter Mazzarri, non si sa come, riesca a ribaltare ogni previsione, restituendo al calcio giocatori come Alvarez, che fino a quel momento non erano neanche liberi di passeggiare fuori lo stadio S.Siro, senza ricevere fischi dagli appartamenti attigui (io ero tra i primi e lo dico) e Jonathan, nonostante tutti fossero convinti che quello del brasiliano all'Inter potesse essere l'ultimo anno della sua carriera: "Uno così non può giocare al calcio" si diceva. Questi sono solo i due esempi più eclatanti, potremmo proseguire con Nagatomo, Ranocchia, Juan, Cambiasso ecc. Insomma, con tanto lavoro e sudore, il tecnico toscano restituisce all'Inter l'orgoglio e l'anima.

E' a questo punto che si palesa il miracolo giornalistico e sportivo: 6 partite giocate, 14 punti raccolti (4 dei quali contro Juventus e Fiorentina), squadra tignosa e ordinata, gioco essenziale e pragmatico. Cosa dicono gli esperti? "Inter sei da scudetto." E tutti i pareri del mese scorso? Dove sono finiti? Adesso l'Inter ha tutto quello che occorre per lottare quanto meno, per i primissimi posti in classifica e senza le coppe la squadra ha un gran vantaggio. Lo dicono gliesperti.

E Mazzarri non ci sta. A ragion veduta, il tecnico toscano accetta mal volentieri l'etichetta di favorita e cede di buon grado lo scettro nelle mani degli altri. Ricordiamo da dove arriviamo: nono posto alle spalle del Catania, 57 reti subite, peggior difesa insieme a quella del Siena, retrocessa senza batter ciglio. Ciò che lascia ancor più allibiti è vedere come si tenti in tutti i modi di scucire la parola scudetto, dalla bocca di Mazzarri e di come ci si indigni quando quest'ultimo risponde a tono, magari dicendo: "perchè tra i favoriti non ci mettete squadre che l'anno scorso ci sono arrivate davanti e che quest'anno hanno fatto un mercato più importante del nostro?" Qualcuno può dargli torto? 

E' un gioco mediatico che non piace, un bieco tentativo di scaricare pressioni sulle spalle di un tecnico che ha avuto il coraggio di prendere in mano una squadra depressa e portarla alla guarigione. Gli esperti si mettano d'accordo, avanzino il loro giudizio e non lo cambino nel tempo. Se l'Inter era da settimo posto ad agosto, adesso non può essere candidata allo scudetto. Altrimenti le cose sono due: o l'Inter ha comprato Messi o gli esperti non esistono. 

 

 

 

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