Nella splendida cornice di una Meazza che registra il tutto esaurito, il club più titolato al mondo asfalta i campioni di tutto. Una notte magica per il diavolo che dimostra all’Europa intera che il Barcellona non è una squadra composta di marziani ma di normalissimi giocatori, ognuno con i propri  limiti, alcuni tremendamente innamorati del pallone, altri meno, ma tutti, inevitabilmente umani. Ibrahimovic, dopo aver sotterrato l’ascia guerra e stretto la mano al suo ex tecnico Pep Guardiola, ha confermato ancora una volta il suo essere letale nella competizione europea (del resto solo i pochi scettici avevano bisogno di questa conferma) bucando con un piattone avvolgente il prontissimo Victor Valdes dopo pochi minuti dall’inizio del match

118e7b835000713d6751afb5103c58f8-01751-46d0d2d6a80d48706aa3d793de24ca67.jpeg


È un vero e proprio monologo quello offerto dalla formazione rossonera che, mai doma, chiude alle corde i blaugrana sfoggiando un possesso palla invidiabile, da sempre fiore all’occhiello della manovra rossonera. Manovra che trova in Van Bommel il suo faro e nel ghanese Boateng il Genio. La perla del centrocampista rossonero non è altro che la ciliegina sulla torta della stratosferica serata della formazione rossonera. Aggancio aereo, incursione di tacco a saltare il suo marcatore e conclusione di destro che si piazza tra palo e portiere lasciando di stucco l’estremo difensore catalano che, subita la rete, corre verso il ghanese per complimentarsi.
Al triplice fischio è lo stesso Platini a consegnare anticipatamente la Champions League alla formazione rossonera.


Questo quantomeno è quello che chiunque - aprendo un qualsiasi quotidiano sportivo nazionale oggi - potrà dedurre della gara di ieri sera tra Milan e Barcellona.


Il trionfo della sconfitta: l’occhio vede ciò che la mente crede.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti