Scattare fotografie durante il campionato è una di quelle abitudini alla quale difficilmente riusciamo a resistere. Ci serve per capire se l'Inter è esattamente come crediamo che sia. Per confrontarla con istantanee più sbiadite, ma rappresentative. Per desiderare che quella foto possa migliorare. Con i dovuti ritocchi. Analizzare il momento della squadra nerazzurra senza filtri spicca sul taccuino di Walter Mazzarri tra le priorità. Dobbiamo crescere. Una frase sincera, che evita di tappare con frettolose giustificazioni le mancanze e gli errori commessi. Non è un' Inter perfetta, ma un'Inter che sta provando a perfezionare certi meccanismi.

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Dopo dieci giornate di campionato i nerazzurri condividono il quarto posto in classifica con l'Hellas Verona. 19 punti, 24 reti segnate, 12 subite. I gol incassati non sono pochi, meglio della difesa nerazzurra hanno fatto quelle della Roma (1 rete subita), del Napoli (7) e della Juventus (10). Il Verona, invece, di reti ne ha subite 16. Ai nerazzurri si rimproverano la non lucidità nella gestione del vantaggio e le amnesie in difesa. E per difesa non si intendono esclusivamente i difensori puri, ma tutta quella manovra che parte dal centrocampo e che in alcuni frangenti fatica a ripiegarsi nella maniera corretta. Alcune disattenzioni sono state dettate dall'inesperienza, altre dalla forma non perfetta. Tutte hanno compromesso quello spirito corale che sembrava già così pronunciato nelle prime partite. La fotografia dell'Inter è questa. Una tendenza offensiva molto marcata, che aspetta di avere a sua disposizione gli interpreti migliori per dosare meglio le forze. Nell'attesa di far quadrare gli equilibri nelle altre zone nevralgiche del campo si lavora sulle imperfezioni e sulla concentrazione. La fotografia dell'Inter, al momento, è questa. Ma non è detto che lo sia per sempre.

Twitter @SBertagna

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