Acrobazie circensi per non essere costretti a fare ciò che non vorresti mai. I conti non tornano in casa Inter e rischiano di non tornare (almeno per quanto riguarda gli investimenti sul mercato) nemmeno nel caso in cui dovesse arrivare sul cc di Palazzo Saras un bonifico sostanzioso proveniente da Giacarta.
Il bilancio di giugno si chiuderà con un altro pesante segno meno e anche Thohir, se dovesse riuscire ad allungare la sua longa manus sull'Inter, dovrebbe familiarizzare con un concetto che piace poco a chi gestisce una società: ripianare.
E allora ti ritrovi in pieno giugno a dover architettare qualcosa per poter dare a Mazzarri gli uomini (almeno 4-5) richiesti. Ma anche in questo caso i conti non tornano. L'Inter ha messo sul mercato quasi un'intera squadra di "indesiderati": Jonathan, Silvestre, Chivu, Stankovic, Kuzmanovic, Schelotto, Alvarez, Cassano, Pereira (non proprio indesiderato ma certamente sacrificabile). Ma di offerte, di offerte vere fatte con denaro sonante, sul tavolo di Branca e Ausilio nemmeno l'ombra.
Le uniche offerte arrivate sono offerte che "fanno male". Duncan, Handanovic, Guarin, Mbaye, i giovani dell'Under 21 freschi vice-campioni d'Europa. Questi sono gli interisti che fanno gola e hanno mercato. L'Inter, per il momento, fa orecchie da mercante e cerca di inventarsi soluzioni alternative ma il circolo vizioso è dietro l'angolo.
Se per regalare la punta chiesta da Mazzarri è "bastato" un triangolo avventuroso che ha coinvolto Cassano e Silvestre (di fatto l'Inter reinveste il risparmio sugli ingaggi nella metà di Belfodil), per altri obiettivi serve il soldo cash, quello che fruscia.
E allora ecco che si fa strada il terrore che, per arrivare a nomi importanti (nel senso di già affermati e testati in Serie A) come possono essere quelli di Nainggolan o Isla, si debba ricorrere a sacrifici dolorosissimi.
Le cessioni di Silvestre e Cassano non ingannino: non è la stessa cosa inserire un giocatore in uno scambio o incassare denaro contante. Questione di libertà di manovra.
La "squadra" messa sul mercato quanti soldi freschi può portare nelle casse nerazzurre? Eccezion fatta per Pereira (ma bisogna trovare chi lo paghi quasi 10 milioni, pena una insopportabile minusvalenza) mi verrebbe da dire nessuno. E così il rischio concretissimo è dover cedere alle lusinghe estere come avvenuto a gennaio con Coutinho (ben venga Kovacic sia chiaro ma il progetto era di affiancarlo a Cou non di pagarlo con Cou) e di restare con gli indesiderati sempre al loro posto, anno dopo anno. Un circolo vizioso dal quale sarebbe difficile uscire.
E allora ben vengano le acrobazie come quella di oggi. E ben vengano anche nei prossimi mesi. Perché i giocatori dell'Inter che fanno gola non fanno parte della squadra degli "indesiderati". Fanno parte, o dovrebbero far parte, dell'Inter del futuro.
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