Un cartello immaginario penzola dalla sede in corso Vittorio Emanuele. Recita, lavori in corso. Segnali che qualcosa si sta davvero muovendo a differenza delle ultime due stagioni di apparente non pianificazione. Diciamo apparente perché non possiamo dimenticare che nelle trascorse stagioni anche il fattore che non ti aspetti all'ultimo momento aveva avuto il suo peso (e non indifferente). Ma degli errori abbiamo parlato più e più volte, sottolineando come la casualità vada anticipata sempre e come non ci si debba mai lasciare commuovere (troppo) dai ricordi. Le decisioni di pancia, quelle che funzionano, trasudano in realtà una forte dose di razionalità. A volte appena prese seminano dubbi e sgomento. Difficilmente, proprio in virtù delle reazioni raccolte, non raggiungono l'obiettivo.

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Moratti lo aveva messo in chiaro subito. Meritocrazia sarà la parola chiave. Non per nulla una delle primissime conferme ha promosso immediatamente Guarin, felice scoperta di questa ultima fase di campionato. Al di là delle entrate, che dovranno essere calibrate e funzionali a quelle idee molto chiare sulle quali sta insistendo puntigliosamente Stramaccioni (uno che non parla a vanvera, per intenderci), ci saranno diversi addii. Alcuni già consumati, altri fisiologicamente in arrivo. Gli addii meriterebbero un intero capitolo a parte (prossimamente su questi schermi). Finchè sono nell'aria se ne parla in grande scioltezza. Quando si tratta di salutarsi per davvero ti senti mancare. Pezzettini di Inter che non dimenticheremo.

Si volta pagina. L'estate è lunga, ma le premesse sono di ottimo auspicio se, come pensiamo, l'allenatore della prossima stagione sta già attivamente partecipando al mercato nerazzurro (la famosa asta del fantacalcio). L'Inter ha la possibilità di ripartire dall'Anno Zero. Costruire per tornare ad essere competitiva negli scenari che le competono. Tornare a divertirsi. Guardarsi allo specchio e piacersi. Ci piace pensare che la nostra squadra ami dare il meglio di sè perché il suo Dna non le permette di fare altrimenti. Non abbiamo costruito il nostro amore sulle vittorie. Noi, questa squadra, non possiamo fare a meno di amarla sempre. Buon futuro a tutti. Da qualche parte, lì fuori, ci sta già aspettando.

Twitter @SBertagna

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