Romero sarà il nuovo capitano della Selección, ma Scaloni inserisce anche Lautaro tra i leader del gruppo. Poi le parole su Messi e i dubbi sul rinnovo

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Lionel Scaloni affronterà una nuova finestra FIFA alla guida dell’Argentina dopo la finale del Mondiale 2026. In mezzo ai dubbi sulla sua permanenza in panchina, il ct ha parlato dopo l’allenamento di giovedì, soffermandosi sul nuovo capitano dopo il ritiro di Lionel Messi, sul Pallone d’Oro 2026 e anche sull’affetto ricevuto dalla gente nella sua Pujato.

Scaloni ha spiegato di non sapere ancora chi erediterà la maglia numero 10, ma ha confermato che Cristian Romero sarà il nuovo capitano della Selección.

«Il capitano sarà Cuti. Era già il terzo capitano dopo Leo Messi e Otamendi. C’è anche Emiliano Martínez, che può indossare la fascia. Rodrigo De Paul, che in queste due partite non ci sarà, può farlo. Anche Lautaro può portarla. Ma Cuti è quello giusto».

Il ct argentino si è poi rammaricato per la sanzione che impedirà alla Nazionale di avere lo stadio pieno nell’amichevole contro la Bolivia al Mario Alberto Kempes di Córdoba.

Lautaro

«È un peccato non poter avere la capienza completa. L’importante è che la gente possa vedere la squadra. Io vengo dall’interno del Paese e mi sarebbe piaciuto anche andare a Rosario, ma non è stato possibile».

Subito dopo ha scherzato sulle immagini dei tifosi accalcati davanti alla casa dei suoi genitori a Pujato dopo il Mondiale:

«Mio padre era un po’ stressato. La verità è che… ho cibo per sei mesi», ha detto ridendo.

Poi ha aggiunto:

«La cosa che sto vivendo meglio è l’affetto della gente. Nemmeno nei sogni migliori, come ho sempre detto. Li ringrazio. A volte mi mette perfino un po’ in imbarazzo, ma capisco che siano entusiasti per quello che è successo e per quello che potrà succedere».

Lautaro Martinez

«Allenare Messi è stato il massimo»

Scaloni ha confermato di aver parlato con Messi anche in vista della sua partita d’addio.

«Sono felice di poter farne parte e di vivere quella serata. Sarà pura malinconia. Maradona se n’è andato, Leo smetterà di giocare: e qual è il problema? Prima o poi succede, è inevitabile».

Sul possibile nono Pallone d’Oro di Messi, Scaloni non ha avuto dubbi:

«Certo che può vincerlo, ma non credo che sia molto preoccupato per questo. Davvero, non penso che gli importi più di tanto. Finché è su un campo da calcio, è difficile dire che non lo meriti. E non lo diciamo soltanto noi, lo pensa la maggior parte della gente».

Poi parole molto sentite sul rapporto con Messi:

«Il Mondiale è stato troppo emozionante. Averlo potuto allenare per me è stato il massimo, un sogno. Gliel’ho detto e glielo dirò per tutta la vita. Non ci sarà nessuno uguale a lui».

«È molto difficile che nasca un altro giocatore così. Non solo per ciò che fa in campo, ma per quello che trasmette fuori, alla gente che lavora nella Nazionale, agli avversari, ai rivali. È qualcosa di difficile da spiegare».

«Dire che l’ho allenato è quasi un modo di dire. Io mi sono seduto e l’ho guardato giocare, perché allenare lui, dirgli cosa deve fare, è praticamente impossibile».

«È un privilegio. Godiamocelo, perché lo vedremo ancora una volta con la maglia della Nazionale».

Lautaro
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Scaloni e il futuro: «Non devo restare incollato per sempre a questa panchina»

Dopo i dubbi espressi sulla propria permanenza in seguito alla sconfitta nella finale mondiale contro la Spagna e alla scadenza del contratto, Scaloni ha negato che i giocatori abbiano cercato di convincerlo a restare.

«Non credo che per loro sia così importante. Logicamente immagino che sia più comodo che resti un allenatore che conoscono da tempo, perché un cambiamento crea sempre incertezza. Ma non credo sia qualcosa di decisivo».

Scaloni ha poi provato a ridimensionare il possibile impatto della sua situazione sul gruppo:

«Forse stiamo trasformando questa cosa in qualcosa di molto più grande di quanto lo sia per loro. Ovviamente con me hanno feeling e tanti giocatori mi conoscono da molto tempo, ma non cambierà tutto in base a chi sarà seduto in panchina. Non credo che influenzi lo sviluppo del gioco».

Sulla propria posizione ha aggiunto:

«Lo ripeto: non ho problemi, perché quando dico le cose lo faccio con un senso e con il cuore. Questo è un posto privilegiato, è un sogno. Ma questo non significa che io debba restare avvitato per sempre a questa panchina».

«Ci sono alcune condizioni di cui dobbiamo parlare con il presidente e poi vedremo se arriveremo a un accordo. Questa è la realtà».

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«Per il rinnovo manca soprattutto una conversazione»

Sul contratto, Scaloni ha spiegato:

«Manca un po’ di tutto. Soprattutto una conversazione che credo dobbiamo avere. Dopo il Mondiale non abbiamo più parlato e vedremo se riusciremo a trovare un accordo».

«La volontà c’è, questo è evidente. La AFA lo ha già detto e da parte nostra c’è disponibilità. Ma semplicemente non abbiamo ancora parlato. Tutto ciò che esce in questo momento non è reale».

«Quando parleremo e capiremo se possiamo arrivare a un accordo, sarà giusto comunicarlo, in un senso o nell’altro. La voglia c’è».

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