Si torna a parlare dell'inchiesta archiviata e della narrazione del giornalismo sportivo italiano

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Enzo Bucchioni ha parlato dell'inchiesta Rocchi, focalizzandosi su come la vicenda è stata narrata per quel che concerne il presunto coinvolgimento dell'Inter. L'inchiesta, che è stata archiviata, continua a far discutere.

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Bucchioni esordisce rispondendo ad un radio ascoltatore che gli chiedeva un'opinione sul nostro giornalismo: "Il giornalismo è come la vita. Ci sono quelli buoni e quelli cattivi. Quelli che pensano di essere qualcuno e non sono nessuno. Parlando del nostro mondo variegato è un mestiere in cui ci metti la faccia, il nome, la firma. Ognuno è libero e si deve fare una sua idea. Non posso dire io quali sono i giornalisti seri e da seguire. Rocchi? Situazione che ho descritto dal primo giorno. Conosco troppo bene i meccanismi del calcio, ma secondo voi c'è una società che non chiama per lamentarsi? È sempre stato fatto. Dietro questa vicenda c'è la guerra per bande nella categoria arbitrale. Ci sono due, tre fazioni. Ora Rocchi ha perso, ci sono state lettere anonime, denunce. Arbitri che pensavano di fare carriera. Non c'è nulla da perseguire. Sono situazioni, chiacchiere, pressioni antipatiche ma per tutte le squadre. Non parlo solo per l'Inter. Facciamo una regola severa. Non nominiamo l'addetto agli arbitri. Mettiamo una regola ferrea per la quale non si chiama il designatore, mettiamo fine al telefonaggio. Non si può più fare. E chi lo fa viene squalificato. Il dolo, le cose volte a cambiare le partite, non le ho mai viste. Ci ha rimesso solo Rocchi. Se volevano troncare una carriera i nemici di Rocchi per ora ci sono riusciti".

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