Angelo Alessio, ex collaboratore di Antonio Conte, intervistato da Tuttosport, ha parlato così del suo arrivo alla Juventus

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VIDEO / L'ex Inter Young: "Conte ci dava appuntamenti finti. Chi si lamentava è stato cacciato"

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Angelo Alessio, ex collaboratore di Antonio Conte, intervistato da Tuttosport, ha parlato così del suo arrivo alla Juventus: "Sono arrivato in un momento no per la storia della Juve, era un fine ciclo. Aveva smesso Platini e c’era una fase di transizione. Poi c’era il Milan di Berlusconi con la sua rivoluzione tattica e poi il Napoli di Maradona e l’Inter dei tedeschi campioni del mondo, il campionato era molto competitivo. Quando abbiamo vinto con Zoff, però fu una soddisfazione enorme e una vera impresa sportiva. Con Alejnoilk, Zavarov e Barros, con Casiraghi e Schillaci che arrivavano dalla B. Era una buona squadra, ma soprattutto un grande gruppo".

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Conte
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Com’è lavorare con Conte? "Antonio pretende tanto da se stesso e quindi anche da chi lavora intorno dallo staff alla squadra fino al magazziniere. Tutto devono dare il massimo perché lui è il primo a dare più del massimo".

È così che trascina tutti dietro di sé? "Beh, detto così sembra banale, ma è un impegno totalizzante che si ritrova ogni minuto del suo lavoro, dal momento in cui mette piede sul campo di allenamento fino all’ultimo momento della giornata nella quale ha fatto riunioni tecniche con lo staff, con i medici, con i nutrizionisti, con i dirigenti per curare ogni singolo dettaglio che possa essere utile a vincere".

Conte Napoli
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Conte è il più veloce a dare un’impronta alla squadra: è quello che in poche settimane riesce a far sentire la sua mano. È una questione di didattica? "Trasmettere le idee è forse la cosa più difficile per un allenatore. Lui ci riesce perfettamente perché si aggiorna in continuazione e conosce tutto di ogni giocatore, quindi sa come sfruttarli. Poi nei rapporti personali, nei discorsi a tu per tu, crea quell’empatia e quella fiducia che fa sì che il giocatore creda fermamente di poter esprimere il massimo, di fare un salto di qualità".

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