A chi vuoi dedicarlo? Chiaramente alla tua famiglia immagino, ma forse anche a chi non si sarebbe aspettato da te una stagione come questa?
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Dimarco: “Double ripara ferite. Chivu, parole forti. MVP per chi mi diceva finito e…”
"La famiglia fa parte del percorso di ogni giocatore, è la parte più importante perché non c'è solo il campo. E poi, come ho già detto qualche settimana fa, mi piacerebbe dedicarlo a quelle persone che alla fine dell'anno scorso dicevano che ero un giocatore finito".
Finito in che senso?
"Nel senso che dicevano che dovevo essere venduto, che duravo 35 minuti, che non sapevo difendere. Cose che al momento, quando le leggi, fanno male. Però quello che posso dire è che quando entro in campo con questa maglia do sempre più del cento per cento. A volte succede che non fai le prestazioni che vorresti fare"
Questa vittoria chiude anche le ferite della stagione scorsa: la finale di Champions persa, il campionato sfumato praticamente all'ultima giornata?
"Non le cancella, però cerca di ripararle. Perdere la finale di Champions e poi vivere quella stagione lì, arrivando fino all'ultima giornata a giocarsi il titolo e uscendo in semifinale di Coppa Italia, non è stato facile. Ti lascia degli strascichi incredibili. Durante la stagione, alla prima difficoltà, tornano in mente quei momenti. Però questo è stato l'anno della ripartenza. Il gruppo è riuscito a tirare fuori qualcosa di incredibile e il mister è stato importante e una parte fondamentale, soprattutto all'inizio, quando ci ha tirato su di morale".
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