Fammi capire meglio come funziona la dinamica del cross. Quando lo fai guardi in mezzo all’attaccante e pensi a come vuole ricevere la palla o è l’attaccante che con un gesto te la chiede in un certo modo. Oppure sono situazioni provate in allenamento?
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Ogni tanto dopo gli allenamenti mi fermo a fare cross con gli attaccanti, soprattutto con Pio. Ma poi dipende dai momenti, è difficile da spiegare. Non c’è sempre un unico modo e a volte uno crossa e l’attaccate segna. Ci sono situazioni diverse in ogni partita, e alcuni assist vengono più belli di altri.
Dimmi i tre assist più belli della stagione.
Al primo posto metto quello a Bonny contro la Lazio in casa, sul 2-0. Al secondo quello col Torino per Thuram. Al terzo quello per Pio contro la Juve, perché era un momento delicato, un derby d'Italia, una partita importante.
Hai detto che per prepararti a questa stagione hai avuto bisogno di isolarti la scorsa estate. Cosa hai fatto e perché?
La stagione precedente era stata frustrante, non aver vinto nulla. Da quando sono tornato all'Inter avevamo avuto una media di due trofei all'anno, e quell'anno zero. Mia moglie me lo ha detto chiaramente: stavo sbragando, ci pensavo troppo. Da quando mi sono isolato ho azzerato tutto, ho pensato a cosa avevo sbagliato e cosa potevo fare meglio. Il mio preparatore Andrea mi ripete sempre che ogni anno si riparte da zero: bene o male che tu abbia fatto, bisogna ripartire perché inizia una nuova stagione con nuovi obiettivi. Non è facile da imparare, però mi è servito tantissimo.
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