Il fatto di tenerci così tanto è il rovescio della medaglia del giocare nella squadra che hai sempre tifato?
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Dimarco: “Double ripara ferite. Chivu, parole forti. MVP per chi mi diceva finito e…”
Su questo sono davvero migliorato. Prima, quando le cose non andavano, non parlavo per due o tre giorni, la subivo tantissimo. Adesso, giocando ogni tre giorni, hai bisogno di azzerare in fretta e pensare alla partita successiva. Ho dovuto lavorarci molto, ed è stato un bene.
Appena finita la stagione sei andato ad Ascoli a vedere i play-off di Serie C. Perché?
Sono fatto così: nei posti dove sono stato bene mi piace sempre tornare. Era il momento più bello della mia carriera, con il double e l'MVP, e mi è sembrato giusto tornare dove tutto era iniziato, la mia prima esperienza fuori dall'Inter. Un gesto nei confronti della società e dei tifosi che mi avevano accolto benissimo. Per fortuna ho portato bene, è finita 4-0.
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