fcinter1908 news interviste Dimarco: “Double ripara ferite. Chivu, parole forti. MVP per chi mi diceva finito e…”

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Dimarco: “Double ripara ferite. Chivu, parole forti. MVP per chi mi diceva finito e…”

Matteo Pifferi Redattore 

Ti ho portato alcuni videomessaggi molto speciali. Cominciamo con quello di Roberto Mancini.

Video: “Federico Dimarco ha fatto un campionato straordinario per continuità, qualità e personalità. La cosa che mi fa felice è aver visto il suo talento tanti anni fa, quando era ragazzino, e averlo fatto esordire all'Inter. Poi l'ho fatto esordire anche in Nazionale, e questo mi riempie di orgoglio. Aveva già allora qualcosa di speciale: un sinistro straordinario, coraggio e senso di appartenenza. Oggi è diventato un giocatore completo, ma soprattutto un simbolo per i tifosi dell'Inter. Tanti complimenti Federico, ma non finisce qua: la carriera è ancora lunga e puoi fare ancora meglio.”

È stato l'allenatore che mi ha fatto esordire all'Inter e in Nazionale. Quando sono sceso in campo con quella maglia a 16-17 anni, in una trasferta di Europa League, non riuscivo neanche a realizzare dove fossi. Mi ha sempre detto che credeva in me, anche quando eravamo in Nazionale. Lo ringrazio molto per quell'opportunità.

Ora un altro videomessaggio, di un tuo vecchio compagno, Daniele Cacia.

Video: “Sei un giocatore che ha fatto un cammino importante. Sono contento di aver giocato con te all'inizio della tua carriera. Sei stratosferico, un gran giocatore. Ti auguro il meglio per il futuro.”

Cacia è stato il primo a beneficiare del mio sinistro, i primi assist sono stati per lui. È anche venuto a trovarmi quando giocavamo a Cremona. Quei sei mesi ad Ascoli con lui e con altri giocatori esperti, per me che era la prima esperienza fuori dall'Inter, sono stati un grande insegnamento. Quando esci dall'Inter sei abituato a certe cose che altrove non ci sono, e quell'esperienza mi ha fatto crescere e maturare. Ci sono tanti piccoli dettagli che mi hanno fatto diventare quello che sono adesso.

Ora tocca a Federico Bonazzoli, con cui sei cresciuto da bambino.

Video: “Ormai ci conosciamo da quasi vent'anni, quando da piccoli cominciavamo i primi allenamenti e i primi tornei. Il tuo piede straordinario era già all'epoca qualcosa di diverso e unico. C'è un'amicizia che ci lega da tanti anni, le nostre famiglie, qualcosa che va oltre il calcio. Non c'è persona che si meriti questi successi più di te. Ti voglio bene.”

Eravamo talmente piccoli che fatico a darti una risposta precisa. Ci divertivamo tantissimo, stavamo insieme tutta la settimana, facevamo i tornei in Italia e all'estero. Però quello che mi fa più piacere, al di là dei complimenti, è il fatto che dopo tanti anni, pur non giocando insieme da chissà quanto, mi ricordano per la persona che sono. Più che l'MVP, quello è il segno che mi piace lasciare.

Videomessaggio di Ivan Juric, il tuo allenatore al Verona.

Video: “Quando penso a te mi vengono in mente due cose: un grandissimo talento e una voglia enorme di lavorare e migliorarsi. Nei momenti di difficoltà non hai mai mollato, e questo ti ha portato dove sei adesso.”

Molte volte, quando sei giovane, la fortuna del giocatore è l'allenatore. Se hai qualcuno che crede in te, ti fa giocare e ti fa anche sbagliare, cambia tutto. Juric è stato fondamentale. All'inizio non giocavo, ma piano piano con il lavoro e con le sue richieste, diverse da quelle che avevo avuto prima, sono cresciuto sia come giocatore che come uomo. È stata una tappa fondamentale del mio percorso.