Protagonista di uno degli eventi del Festival organizzato da La Gazzetta dello Sport l'ex attaccante dell'Inter

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VIDEO/ Nela: "Inter? Normale voglia vincere tutto. Sarebbe fastidioso se..."

DALLA SPAGNA ALLA SERIE A

«Mi sono divertito tantissimo a Madrid, si mangia bene e si dorme poco: è stata un'esperienza incredibile. El muto mi chiamavano perché avevo fatto zero gol nelle prime partite e avevo sprecato delle occasioni. E io dicevo prima o poi va dentro, doppietta alla quarta e sono uscito a dire ciao ciao ai giornalisti. Ma ero contro i giornalisti spagnoli e quindi sono stato zitto tutto l'anno. Ero un leone che andavo in giro per la città, il mio carattere è questo nel bene e nel male. Una volta c'era in palio una macchina se facevo tripletta. L'ho fatta, la macchina era pronta l'anno dopo che ero andato alla Lazio ma siccome mi era dispiaciuto andarmene, la Ferrari l'ho lasciata lì. Poi l'ho comprata di testa mia, sono proprio matto...».

-Il miglior Bobo di sempre quello con la Lazio o quello dell'Inter?

Io mi sono sempre sentito forte. Perché la gente pensa che io andavo in giro tutte le sere, ma mi allenavo tanto, avevo capito che se mi allenavo tanto stavo meglio e non mi allenavo tanto ed ero malato per il gol. Volevo segnare ad ogni domenica. Mi allenavo come un disperato ad ogni allenamento, dovevo far gol tutte le domeniche, potevo far gol in qualsiasi momento. Mi ero scordato gli addominali? Potevo sbagliare tutti i gol del mondo ma ero tranquillo con la mia coscienza, avevo un programma settimanale e lo dovevo portare a termine, se portavo a termine quello ero tranquillo con la mia coscienza. Se mi dimenticavo di fare gli addominali tornavo indietro ad allenarmi perché se sbagliavo un gol mi sentivo in colpa una settimana. Per me era fondamentale fare tutto il mio programma.

-Cosa ti ha detto Cragnotti dopo averti acquistato?

Che dovevamo vincere qualcosa. Abbiamo vinto la Coppa delle Coppe e mi sono fatto male a Cosenza, sono rimasto fermo tre mesi e mezzo. Perdiamo lo Scudetto a Firenze ed è stato dura e vinciamo la Coppa delle Coppe, gol in finale. Quella era una squadra forte, di personalità, Mancio era cotto eh. Ma era fortissimo. Te la metteva la palla.

-All'Inter hai giocato con Ronaldo e Baggio, ma quella Lazio...

Spettacolare, vincevamo senza fare sforzo. Eriksson, ora non più come noi, era carinissimo e gestiva tutto alla perfezione.

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