Intervistato da Tuttosport, l'agente ha parlato del rinnovo dell'attaccante
MARI e MONTO EP3: Trionfo Italia, blocco Inter a convenienza e i numeri di Esposito
Intervistato da Tuttosport, Mario Giuffredi racconta l'emozione di vedere due suoi assistiti, Pio Esposito e il fratello Sebastiano, in campo con la maglia della Nazionale. "Sono davvero orgoglioso del lavoro e del percorso fatto con Pio e Sebastiano in questi anni. Siamo partiti da lontano, ma il mio sogno era quello di vederli giocare insieme un giorno in Nazionale. Adesso che questo traguardo è stato raggiunto bisogna subito porsi altri obiettivi da centrare".
Come ha vissuto la notte di Turchia-Italia coi suoi due ragazzi in campo uno al fianco dell’altro?
«È stata un’emozione davvero forte. Ancor più intensa nel vedere per la prima volta Sebastiano Esposito giocare con la maglia azzurra. Il calcio è stupendo e incedibile nel modo in cui riesca a sorprenderti: soltanto 40 giorni fa Seba si allenava da solo a casa sua a Brescia...».
In mezzo c’è stata una sessione di mercato davvero intensa per voi…
«Ho fatto una guerra sportiva per difenderlo e tutelarlo. Alla fine tutto è andato per il meglio. Faccio un plauso al Sassuolo e al direttore Palmieri che hanno puntato con decisione su Sebastiano, quando hanno intuito la possibilità di prenderlo a condizioni vantaggiose dal Cagliari».Anche Pio è stato protagonista delle cronache di mercato col rinnovo fino al 2032 con l’Inter a spazzare via le sirene delle big inglesi...
«È stata una trattativa lunga, ma c’è sempre stato un clima cordiale con l’Inter. L’accordo non è mai stato in discussione; perché la volontà di tutti era quella di andare avanti insieme. E così è stato».Quali sono stati i momenti più difficili nell’ascesa dei fratelli Esposito?
«Siamo partiti da molto lontano con entrambi. Pio quando l’ho preso in procura si stava affacciando in Primavera: è un predestinato e i numeri non mentono, visto che ha già segnato 6 gol in 11 partite con l’Italia. Sebastiano, invece, era in Belgio fuori rosa all’Anderlecht, quando abbiamo iniziato a lavorare insieme. In quel mercato di gennaio lo proponevo in Serie B e nessuno lo voleva. Solo Ciro Polito ci ha creduto, portandolo al Bari».Cos’hanno di speciale i fratelli Esposito?
«Al di là delle qualità calcistiche che sono note a tutti, mi piace sottolineare i valori e l’educazione che li contraddistingue. Hanno la testa sulle spalle. Merito degli insegnamenti dati dai genitori».(Tuttosport)
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